Caro Ronaldo,
avrei un paio di cose dirti.
Era l’estate del 97, io mi diplomavo, e tra l’imposta sul valore aggiunto e un genitivo sassone, la gazzetta della sport allietava le mie “pause dalle pause studio”.
Tu giocavi nel Barcellona, io ti vedevo lontano, si parlava di un probabile arrivo, ma si doveva versare una grossa penale per portarti a Milano.
Moratti si sa non ha problemi di soldi, staccato l’assegno e via, tu volavi alla volta di malpensa, ti saresti poi affacciato al balcone con la sciarpa e il cappellino Nike, almeno una camicia migliore la potevi mettere invece di quella a quadretti anni ’60, manco mio nonno.
Comunque.
Posavi felice, con il tuo sorrisone a 36 denti, contento di essere arrivato in Italia, all’Inter, il Bercellona in quegli anni non era un granché, e tu hai pensato bene di volar via dopo una stagione da paura.
Arriva finalmente la presentazione al Meazza, io non c’ero, ero a Londra, ma la gazzetta la compravo, continuavi a sorridere, felice, e noi con te, facevi molta tenerezza, avevi 21 anni, magro, una scheggia, pregustavo i tuoi doppi passi, le tue reti, avresti anche baciato la maglia, non potevi esimerti dal farlo, visto l’affetto che tutti ti dimostravano, non solo i tifosi, anche i compagni di squadra, Prisco addirittura teneva una tua foto nel portafoglio. Ti ricordi vero??
Io mi ricordo tutto.
La prima giornata di campionato contro il Brescia, il tuo esordio, ci pensò Recoba a risolvere(!!) la partita con due punizioni.
Ma nessuno si è permesso di metterti in discussione, e infatti la seconda giornata di campionato a Bologna, ti sei bevuto la difesa e goal! Primo goal in nerazzurro. Io li c’ero! Urlavo come un pazzo, cantavo “oo il fenomeno” saltavo e millantavo con chiunque la tua presenza nelle file nerazzurre.
Stagione fantastica la tua, meno quella dell’Inter, anche se la coppa UEFA, al tempo, valeva qualcosa, ma tu hai fatto il possibile. 25 reti al primo anni di serie A non sono poche, ti ha soffiato il titolo di capocannoniere Bierhoff, ma fa lo stesso.
Io continuavo a cantare e urlavo il tuo nome!
Poi arrivarono strani voci. Ricordi? Pare che non andassi d’accordo con Simeone. Noi tifosi eravamo legati al “cholo” e lui lo era a noi. Niente, alla fine venne ceduto, ci rimasi male, la colpa fu data a Lippi, ma forse un po’ anche tu c’entravi? O no??
Fattostà Diego Pablo va alla Lazio, e a far coppia con te in attacco arriva Vieri.
WOW che coppia!
Il fenomeno e Bobone…e chi ci ferma. Poi pero’ a Lecce durante una partita di campionato ti sei rotto il tendine rotuleo. Io non mi misi a piangere perché non sapevo della gravità, poi, una volta appurata ho stretto i denti e come tutti i tifosi abbiamo cominciato a soffrire con te.
Abbiamo comprato la maglietta “ronnie ti siamo vicino, torna presto” ti abbiamo ricordato in ogni coro, abbiamo atteso il tuo ritorno.
Sei mesi. Sono stati sufficienti per rivederti in campo. Era il 12 aprile del 2000, stadio olimpico, ero in pizzeria, portavo le pizze, e tra una consegna e l’altra lo sguardo andava a quella finale d’andata di coppa Italia.
Ero sullo sgabello quando sei entrato, palla a centrocampo, doppio passo e frani al suolo, nell’istante della caduta per una frazione di secondo ho pensato ad un goffo tonfo, poi ho visto le lacrime, vere come i tuoi sorrisi, ho visto Simeone, che giocava nella Lazio, precipitarsi su di te, che steso terra urlavi e piangevi.
Anche la sua preoccupazione era vera, come quella dei tuoi tifosi. Non c’era partita o finale che tenesse, c’eri tu che ti eri rifatto male, non contava altro.
Guardai il televisore incredulo, immobile, non è vero, svegliatemi.
A testa bassa tornai a casa, cercando notizie al riguardo.
Le notizie erano le peggiori. Si temeva una chiusura anticipata di carriera, sei volato dal professor Martins, hai sfoggiato la maglietta con lo smile che ti assomigliava un po’, rotondetto, costretto in un letto ti lasciavi scappare parole d’amore all’indirizzo di Zidane, non negavi che ti sarebbe piaciuto giocare con lui un giorno. Allora Moratti già si muoveva per portare Zizu all’Inter.
Dopo due anni sei rientrato in campo. Lippi era andato via, al suo posto c’era Hector Cuper, quello che quando la squadra entrava in campo batteva il petto dei suoi giocatori, “con il cuore” caricava i giocatori.
Era il 2002 e d eravamo in testa, mancavano poche partite, tu finalmente eri tornato, il mondiale era alle porte, lo scudetto dietro l’angolo.
Rientri e subito riprendi a segnare. Arriviamo all’ultima giornata. Stadio Olimpico di Roma, lo scudetto ce lo giochiamo contro la Lazio di Zaccheroni. Io sono in curva sud, insieme a Valdo, tu sei in campo e dopo pochi minuti Bobone segna. Poi il black-out, abbandoni il campo in lacrime, non ti eri fatto male, eravamo in molti a piangere con te quel giorno.
Vabbene. Archiviamo anche questo campionato e parti tranquillo per il mondiale, tanto il prossimo anno sarai in forma, pronto per una nuova stagione.
In Corea giochi da protagonista, con quella bella capigliatura da samurai conquisti la coppa del mondo, trascinando i tuoi compagni, capocannoniere del torneo, sei tornato fenomeno, sei di nuovo il Re del mondo, ci farai vincere tutto la prossima stagione.
Resto colpito dal fatto che nel festeggiare la coppa in tutte le interviste non mandi un “grazie” a Moratti, a quello che consideravi un padre, in fondo ti ha rimesso in piedi, ma non importa.
Stai sereno, noi ti aspettiamo a braccia aperte. Torna presto Ronnie.
Cuper iniziava la preparazione della squadra, tu ti godevi il meritato riposo, hai giocato fino a luglio, insomma, è giusto, pero’ torna! Non fare che ritardi o ti inventi qualcosa, lo sai che ti stavamo aspettando.
Sei tornato finalmente, peccato che la squadra sia partita per la classica tournee estiva.
Zampettavi da solo con il preparatore atletico ad appiano, intanto rilasciavi strane dichiarazioni, ma veramente vuoi andare a Madrid?!?!
Pensavo tra me e me, ora si sfoga, inizia il campionato e fa un macello.
E invece no.
In chiusura di mercato, sei scappato come un ladro scortato dalla polizia, ladro di sentimenti, hai rubato i nostri, ma un giocatore così amato a priori, mai coccolato come te, hai preso e sei partito, ci hai tradito per il Real, sei andato via dopo che qualcuno ti ha rimesso in piedi.
Sorridevi e mostravi orgoglioso la maglia del Real numero 11, lo stesso sorriso gia visto anni fa, ha rivinto il pallone d’oro, anche li 5 stagioni questa volta quasi a tempo pieno, Scudetto, Champions, Intercontinentale, Pallone D’Oro.
È arrivato Capello e ti ha sbattuto in panca.
A te?!?
Non ti capisce chi ti mette in panchina, chi ti discute, chi ti ha amato come noi, non puo’ capire il perché.
Ma perché con tante squadre proprio al Milan?? In fondo cosa ti abbiamo fatto??
Nulla , appunto, noi non abbiamo fatto nulla contro di te, e ci hai ripagato in questo modo.
Ora sei al Milan, e per me tradito 5 anni fa non non importa, non mi accorgo adesso di che pasta sei fatto.
Bene Ronnie, sorridi come l’ultima volta, sei tornato a casa anche se sulla sponda diversa.
Sorridi e divertiti perché anche noi faremo lo stesso.
