giovedì, 31 maggio 2007

“La sfida con il Boca San Lazzaro doveva essere una finale e così è stato: dopo 97 minuti di "un'intensità selvaggia", il Vodafone Cervia batte la capolista e raggiunge l'obiettivo più agognato della stagione, ovvero la qualificazione ai playoff.
Decide Sossio Aruta, al quale tutto si potrà dire ma non certo di tirarsi indietro: lotta, corre, ci prova in tutti modi, sbaglia pure ma l'entusiamso e le "fame agonistica" sono quelli di un adolescente e che gli sono valdi il soprannome di Re Leone. Aruta firma una doppietta (con una rete realizzata su calcio di rigore), che consente alla squadra di Ciccio Graziani di conquistare la matematica certezza di poter partecipare alla prima fase della postseason.
Sossio non è stato l'unico protagonista della vittoria: decisivo, come e quanto lui, è stato Davide Bertaccini, per l'ennesima volta "immenso" nel respingere il calcio di rigore battuto dal bulgaro Chomakov (il punteggio era 1-1), ed autore di numerose parate da incorniciare che hanno fatto reggere all'urto anche dopo l'espulsione di Russo.
Ora i playoff: la prossima settimana il Vodafone Cervia sarà alle prese con la semifinale della prima fase da disputarsi in gara unica.
Sarà l'ennesimo match da "dentro o fuori" per gli uomini di Ciccio Graziani, l'ennesima partita da vivere col cuore in gola: non bisognerà fallire l'appuntamento se si vorrà continuare il cammino ed entrare nella serie C-2 dalla porta di servizio.”

 

fallirono...fortunatamente.

La seconda edizione di “Campioni-il sogno” finalmente chiude i battenti. Dopo aver permesso di sparare gli ultimi colpi a gente come Aruta, Moschino e sopratutto Diego Armando Maradona Junior eterna promessa della promessa della promessa del calcio grazie al suo “nobile” cognome conquistato dopo anni di lotta nei peggiori tribunali di Caracas, Mediaset abbandona al suo destino la squadra del Cervia. “acquistata” rivoltatata come un calzino, assemblata con 20 giocatori scelti tra centinaia di migliaia di giovani calciatori dopo improbabili provini. L’occhio attento di mister Graziani coadiuvato dal suo "secondo" Magrini, ha deciso, chi dentro e chi fuori. Il primo anno la potenza di Oscar di Matteo( 4 gol in tuta la stagione) e la classe di Moschino, le punizioni di Spagnoli e la rapidità di Giuffrida(figliol prodigo dopo una breve parentesi nel campionato di serie B svizzera) il potenziale tronista Morelli e il mangia banane Bordignon, senza tralasciare Bobo Scandroglio, Cristian Arrieta, l’avvocato Daniele Rossi, tutti insieme hanno regalto al Cervia una promozione già scritta, ma per tentare il miracolo di due promozioni consecutive ci voleva il salto di qualità. Niente selezioni questa volta, si punta su uomini di esperienza, si deve andare in C2, non si può sbagliare. Arriva Sossio Aruta, breve parentesi a Pescara, il battezzato RE LEONE segna e infiamma i cuori dei tifosi romagnoli, con lui Diego Arm......Junior, perenne infortunato di lusso costretto all’eterno dualismo di numeri 10 con l’idolo della folla Caludio Moschino. O Diego o Claudio, mai entrmbi dentro, anche se loro giuravano su tutto che avrebbero formato un centrocampo ricco di qualità(poi i palloni li vado a recuperare io con il televoto).Silurato Morelli e confermato Alfieri( che più tardi ritroveremo a “uomini e donne” nella veste di tronista) la trasmissione stenta a decollare, niente più prime serate,  solo una misera striscia pomeridiana di 10 minuti alle 16. I calciatori fanno la vita da “calciatori”, il Cervia fallisce, la trasmissione cala il sipario, Graziani si sposta dal reality “Campioni” a “Circus”, finisce a Guida al campionato e a Controcampo diritto di Replica(una boiata pazzasca). In riviera resistono solamente Rossi, Bertaccini e Moschino, gli altri spariti, tornati nel dimenticatoio...ma che fine ha fatto  Bobo Scandroglio?????????


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mercoledì, 30 maggio 2007
il ragazzo dietro le punte lo vedrei bene....fisico asciutto, abbronzatura da campione, ciuffo ben posizionato...potrebbe ancora dire la sua...poi, con questa maglia!!!!


e come dice Ibra..."ha un tocco di palla.."
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martedì, 29 maggio 2007

“ciao presidente: questo è il mio regalo d’addio per te.” Curvò la schiena, si sfilò l’anfibio prese una penna  ci scrisse una dedica sopra e glilo consegnò. Sergio Giordani sentì un buco allo stomaco, no, non piangere dai, non adesso, mandò giù la saliva, “grazie Alexi, grazie”.

Alexi Lalas fu il primo americano del dopoguerra a giocare ne campionato italiano. Arrivò a Padova nell’estate del 1994. se ne andò due anni dopo. “in italiano conosco tre parole, piazza, spaghetti e vaffanculo(un po’ come Reginald di “classe di ferro”) disse il giorno della presentazione. Avanti così, lalas vò fa l’ammericano. Calcio e rock and roll, capelli da zingaro e faccia di hippy, gira per Padova con un maggiolino che è un pezzo da museo, ha un idolo, Stenie Wonder, ha una collezione di chitarre, in Italia ne porterà solo una decina, e di una cosa solo si vanterà, è la voce solista dei Gypsies, gruppo preferito di Chelsea, la figlia di Clinton(bel cesso!!). The President. Anticonformista, barricadiero, stopper con la chitarra, Lalas è una “leggenda” che cammina.

Una notte i carabinieri di Padova vanno a casa sua, chiamati da un tipo che si lamenta perché giù in strada ci sono bande di ragazzini che stanno giocando a calcio e lui non riesce a dormire. Quando i carabinieri arrivano, sono le due di notte, trovano Lalas che corre avanti e dietro come un pazzo(l’avevano messo a giro..)calciando il pallone a caso, addosso a garage, simulando una partita vera e facendosi la telecronaca da solo. Per il calcio italiano è un marziano: Alexi nel paese delle meraviglie si guarda attorno con aria stupita. Dirà: “ma perché la gente se la prende tanto se perdiamo?”, dopo una sconfitta interna con il Bari i tifosi contestano la squadra, lui esce dagli spogliatoi e passa con il borso in mezzo alla gente, gli urlano di tutto, lui si avvicina ad un tifoso e gli chiede:”perché mi insulti? Io ho fatto il possibile, ma non si può sempre vincere, o no?”, il tifoso non sa se spaccargli la testa o inginocchiarsi e annunciare al mondo che il messia è tornato.

Un giorno se ne scappa dall’allenamento e se ne va in giro in mutande e scarpini per i colli Euganei, il generale Custer si incammina da solo, senza una meta, sulla
 strada provinciale.

“mi ero stancato”-“di chi Alexi?”-“di voi e del vostro calcio”.

Dieci anni dopo durante una trasmissione televisiva appare Lalas in qualità di presidente del San josè Earthquakes. In studio si guardano allibiti: e questo chi è? Un tiretto tutto bellino e pulito, giacca e cravatta, capelli corti, sbarbato, basette curate: sembra uscito da Wall Street, non da Little Big Horn. Non è più lui, che ti è successo vecchio Lalas?

Sergio Giordani è sceso in cantina, ha preso uno scarpone, ha tolto la polvere e ha letto la dedica”so che un giorno io e te ci rincontreremo”, gli è venuto un groppo in gola e non sapeva il perché.


postato da: montelli alle ore 16:32 | Permalink | commenti (9)
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domenica, 27 maggio 2007
Ma quello non è Adriano...quello si è mangiato Adriano!




Che vogliamo fare? ci mettiamo a dieta? perdiamo qualche chiletto? la smettiamo di andare solo a troie?
o meglio, a troie vacci pure tranquillo, io sono dalla tua, però poi in campo vedi di spaccare il mondo...e che cazzo!

e se venissi a correre con me?????
postato da: montelli alle ore 20:08 | Permalink | commenti (32)
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giovedì, 24 maggio 2007




Entro una grandiosa architettura rinascimentale, che si ispira al progetto di Bramante per il rinnovamento della basilica paleocristiana di S. Pietro, si muovono i più celebri filosofi dell'antichità, alcuni dei quali sono facilmente riconoscibili: al centro Platone, che punta con un dito verso l'alto e tiene in mano il suo libro Timeo, fiancheggiato da Aristotele con l'Etica; Pitagora è invece raffigurato in primo piano intento a spiegare sul libro il diatesseron; sdraiato sulle scale con la scodella è Diogene, mentre appoggiato ad un blocco di marmo, intento a scrivere su un foglio, è il filosofo pessimista Eraclito, che ha i tratti di Michelangelo, impegnato quest'ultimo in quegli anni a dipingere la vicina Cappella Sistina. Sulla destra sono visibili Euclide, che insegna geometria agli allievi, Zoroastro con il globo celeste, Tolomeo con quello terrestre, e infine, all'estrema destra, nel personaggio con il berretto nero è l'autoritratto di Raffaello.

05"Visione di san riccardo"

Questa tavola è stata commissionata dalla nobile milanese, Veronica Lario , su intercessione dell'Arcivescovo mons. Adriano Galliani, per essere collocata in una cappella nella chiesa di San Giovanni in Monte a Bologna.
Silvio da Arcore raffigura l’estasi del Santo che si abbandona, anche fisicamente, al coro degli angeli disposti in alto, invisibili ad occhio umano , mentre ai suoi piedi il folto prato greco perde qualsiasi valore rispetto all’armonia celeste. In quest'immagine scompare l'immagine vera e propia della divinità, Silvio da Arcore si concentra nel rendere evidente l'invisibile, cioè lo stato dell'estasi. il Santo vede nel suo intimo la divinità come sente nel suo intimo la musica celestiale.


07"Vocazione di san Riccardo"

Il dipinto è realizzato su due piani paralleli, quello più alto vuoto, occupato solo da uno sfondo indefinito, mentre quello in basso raffigura il momento preciso in cui Gerardo indicando san Riccardo, lo chiama all'apostolato con il solosguardo.

é la prima grande tela nella quale Silvio da Arcore per accentuare la tensione drammatica dell'immagine e focalizzare sul protagonista l'attenzione di chi guarda, ricorre all'espediente di immergere la scena in una fitta penombra tagliata da squarci di luce bianca, che fà emergere visi, mani o parti dell'abbigliamento e rende quasi invisibile tutto il resto.


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mercoledì, 23 maggio 2007



Risveglio di una pessimità rara, il delirio onirico mi portava a realizzare per alcuni istanti che la partita Milan-Liverpool fosse finita 1 a 0 per i rossoneri con rete al primo minuto di Kakà...fortunamente si gioca stasera....

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martedì, 22 maggio 2007

Assente purtroppo dalla realtà pescaresi colgo l’occasione spinto dalla moralizzazione di Robbiello per aprire una finestra su quello sta accadendo.

Da www.solopescara.com

“Tra pochi giorni si conoscerà il destino del Pescara Calcio.
Dopo settant’anni di storia il club biancazzurro si trova sull'orlo del primo clamoroso fallimento.
Il fallimento potrebbe arivare ai primi di giugno se nessuno interverrà mettendo fine ai teartini e mettendo mano al portafolgi.
D’Ambrosio e Tavarner si sono detti pronti a iscrivere il Pescara al campionato di serie C1 e per far cio' avrebbero "pronta consegna" un milione di euro e di essere anche disponibili al successivo esborso di cira 2 milioni di euro per il pagamento dell’Irpef (con fidejussione di 206.000 euro).
Per far cio' attendono Pincione che dovrebbe rinunciare al diritto di prelazione sull’acquisto delle quote di Marco Papa e al ridimensionamento del suo ruolo in società. A questo punto quindi sembra che tutto ancora dipenda dal Presidente che viene ancora chiamato alle proprie responsabilità. Se Pincione vuole il bene del Pescara deve onorare i pagamenti oppure mettere gli altri nelle condizioni di salvare il salvabile. Non cè piu' tempo per litigare. E’ arrivato il momento dei fatti. Una risposta parziale alla domanda iniziale "e adsso chi paga?" la possiamo dare già con certezza; A pagare per il momento sono stati solo i tifosi con tante e troppe umiliazioni”.

A questo punto mi sorge una domanda. Ma Marco Papa mi auguro sia un omonimo.

E aggiungo, va bene che col senno di poi sono buoni tutti, ma Scibiglia faceva cosi’ schifo?

Possiblie che con tutti i russi pieni di nafta nessuno di decente si vuole comprare sto cavolo di Pescara, che vanta trascorsi decisamente più dignitosi di un Empoli o di un Catania!

D’Ambrosio e Taverner chi sono?

Attendo informazioni precise al riguardo.  

Tra pochi giorni si conoscerà il destino del Pescara Calcio.
Dopo settant’anni di storia il club biancazzurro si trova sull'orlo del primo clamoroso fallimento.
Il fallimento potrebbe arivare ai primi di giugno se nessuno interverrà mettendo fine ai teartini e mettendo mano al portafolgi.
D’Ambrosio e Tavarner si sono detti pronti a iscrivere il Pescara al campionato di serie C1 e per far cio' avrebbero "pronta consegna" un milione di euro e di essere anche disponibili al successivo esborso di cira 2 milioni di euro per il pagamento dell’Irpef (con fidejussione di 206.000 euro).
Per far cio' attendono Pincione che dovrebbe rinunciare al diritto di prelazione sull’acquisto delle quote di Marco Papa e al ridimensionamento del suo ruolo in società. A questo punto quindi sembra che tutto ancora dipenda dal Presidente che viene ancora chiamato alle proprie responsabilità. Se Pincione vuole il bene del Pescara deve onorare i pagamenti oppure mettere gli altri nelle condizioni di salvare il salvabile. Non cè piu' tempo per litigare. E’ arrivato il momento dei fatti. Una risposta parziale alla domanda iniziale "e adsso chi paga?" la possiamo dare già con certezza; A pagare per il momento sono stati solo i tifosi con tante e troppe umiliazio
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lunedì, 21 maggio 2007

È notizia di questi giorni la permanenza di Gianluigi Buffon alla Juventus per la prossima stagione. il portiere della nazionale, secondo classificato al pallone d’oro(ingiustamente!lo meritava tutto) è al centro delle duemila trattive che riguardano la prima fase di calciomercato(particolare che portò il nostro esimio professore di educazione fisica  Puddu ad abbandonare il mondo del calcio e preferirgli il nuoto e la pallavolo”gli uomini non si possono vendere come bestie!!”), cosa farà? rimane? va via? e se va via, dove andrà?. le voci si susseguono, l’acquisto della villa nel milanese(ex villa Ramazzotti-Huzinker) a 20 minuti da Appiano Gentile e 40 minuti da Milanello, lo danno di sicuro all’ombra della madonnina. Alla fine è giusto cosi, ha rinunciato alla serie A per dare una mano alla Juventus nel campionato cadetto, ora è libero, giustamente, di scegliere. La signora difficilmente sarà competitiva la prossima stagione, allora, un giocatore della classe di Gigi non può non giocare su palcoscenici prestigiosi per due stagioni consecutive. Pagato lo scotto della serie B, ora vai, sei libero, in fondo farsi una serie B a 5 milioni di euro e 500mila a stagione non è da tutti..

Dalla serie A alla Uisp(quanto di più osceno il gioco del calcio è riuscito a partorire), il passo è enorme, neanche un gigante sarebbe capace di compierlo.

Mario “Moggi” De Chellis, esimio dirigente delle Lasagne, scende in campo e blocca subito la trattativa. Fonti preziose, davano il mediano Lasagnaro (di cui non faccio il nome) al centro di vicende di calciomercato all’insaputa del dirigente.

I fatti:

in un ameno locale del bolognese, Aldrovrandri(lo chiameremo cosi per non svelare la sua identità)

dopo essersi intrattenuto con donnine di malaffare, veniva avvicinato da alcuni dirigenti dei “power Ranger” i quali per assicurarsi le prestazioni del mediano, proponevano sul piatto della bilancia una soluzione economica paria 0 euro da sborsare, contro i 165 che il prode centrocampista versa alle casse delle Lasagne per una stagione(che poi sarebbero meno di 20 euro al mese, lo preciso per Lasignora, noto rabbino, che subito potrebbe muovere la contestazione economica, un offerta che nenache sky....in fondo noi ci autofinanziamo...). il tutto mentre suddette donnine usavano il lobo destro dell’orecchio a mò di chupa ciups. L’Adrovrandri, tornato in se, dopo la visione di De Chellis a 30 centimetri dalla sua faccia, che nel frattempo aveva steso con un gancio destro le signorine, sbiascicando, confermava ai dirigenti giapponesi la sua voglia di non abbandonare la nave che pare sia affondata, e di voler proseguire la sua avventura in blau-aranca, alla conquista di una promozione a mani basse la prossima stagione. i tifosi lasagnari che affollavano il famigerato “Dodi”dopo aver letto il comunicato stampa hanno brindato lasciandosi andare a rituali orgiastici degni dei miglior baccanali, il presidente raggiunto telefonicamente si dichiara orgoglioso della scelta del centrocampista, aggiungendo:” Aldro chi???, vabene lo stesso, mi fido di DeChellis, mi deve ancora dei soldi...”

In fondo c’è ancora qualcosa di genuino

diablomudo16
















Francesco Conte
"Rum&Cao,notti felsinee"
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stampa digitale
Collezione Lasagne F.C.
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venerdì, 18 maggio 2007
Comunque, orgogliosi di voi.






   
2005/06 INTER ROMA
1-1
1-3
2004/05 INTER ROMA
2-0
1-0
2003/04 LAZIO JUVENTUS
2-0
2-2
2002/03 MILAN ROMA
4-1
2-2
2001/02 PARMA JUVENTUS
1-0
1-2
2000/01 FIORENTINA PARMA
1-0
1-1
1999/00 LAZIO INTER
2-1
0-0
1998/99 PARMA FIORENTINA
1-1
2-2
1997/98 LAZIO MILAN
3-1
0-1
1996/97 VICENZA NAPOLI
0-1
3-0 dts
1995/96 FIORENTINA ATALANTA
1-0
2-0
1994/95 JUVENTUS PARMA
1-0
2-0
1993/94 SAMPDORIA ANCONA
5-1
0-0
1992/93 TORINO ROMA
3-0
2-5
1991/92 PARMA JUVENTUS
2-0
0-1
1990/91 ROMA SAMPDORIA
3-1
1-1
1989/90 JUVENTUS MILAN
0-0
1-0
1988/89 SAMPDORIA NAPOLI
4-0
0-1
1987/88 SAMPDORIA TORINO
2-0
1-2 dts
1986/87 NAPOLI ATALANTA
3-0
1-0
1985/86 ROMA SAMPDORIA
2-0
1-2
1984/85 SAMPDORIA MILAN
2-1
1-0
1983/84 ROMA VERONA
1-0
1-1
1982/83 JUVENTUS VERONA
0-2
3-0 dts
1981/82 INTER TORINO
1-0
1-1
1980/81 ROMA TORINO
1-1
1-1 (3-5dr)
1979/80 ROMA TORINO
0-0 (3-2 dr)
1978/79 JUVENTUS PALERMO
2-1 dts
 
1977/78 INTER NAPOLI
2-1
 
1976/77 MILAN INTER
2-0
 
1975/76 NAPOLI VERONA
4-0
 
1974/75 FIORENTINA MILAN
3-2
 
1973/74 BOLOGNA PALERMO
1-1 (5-4 dr)
1972/73 MILAN JUVENTUS
1-1 (5-2 dr)
1971/72 MILAN NAPOLI
2-0
 
1970/71 TORINO MILAN
GIRONE FINALE
1969/70 BOLOGNA TORINO
GIRONE FINALE
1968/69 ROMA CAGLIARI
GIRONE FINALE
1967/68 TORINO MILAN
GIRONE FINALE
1966/67 MILAN PADOVA
1-0
 
1965/66 FIORENTINA CATANZARO
2-1 dts
 
1964/65 JUVENTUS INTER
1-0
 
1963/64 ROMA TORINO
1-0
 
1962/63 ATALANTA TORINO
3-1
 
1961/62 NAPOLI SPAL
2-1
 
1960/61 FIORENTINA LAZIO
2-0
 
1959/60 JUVENTUS FIORENTINA
3-2 dts
 
1958/59 JUVENTUS INTER
4-1
 
1958 LAZIO FIORENTINA
1-0
 
1942/43 TORINO VENEZIA
4-0
 
1941/42 JUVENTUS MILAN
4-1
 
1940/41 VENEZIA ROMA
1-0
 
1939/40 FIORENTINA GENOA
1-0
 
1938/39 INTER NOVARA
2-1
 
1937/38 JUVENTUS TORINO
3-1
2-1
1936/37 GENOA ROMA
1-0
 
1935/36 TORINO ALESSANDRIA
5-1
 
1922 VADO UDINESE
1-0 dts
postato da: montelli alle ore 01:45 | Permalink | commenti (9)
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mercoledì, 16 maggio 2007

Pescara, anno di grazia 1992, precisamente il 13 settembre 1992.

In una domenica di settembre faccio il mio esordio allo stadio Adriatico per la prima partita interna del Pescara neopromosso in serie A. i biancazzurri sono reduci dalla “prestigiosa” vittoria sulla Roma allo stadio olimpico(“sassata” di Nobile e rimbalzo beffardo che batte Tancredi al 70°), impresa peraltro già riuscita nel 1989, tripletta di Tita(!!). Arriva il Milan.

Giovanni Galeone, osannato tecnico che fece le fortune dei biancazzurri, vara la più classica delle sue formazioni d’attacco, precursore di quella che verrà poi definita la  “zona alla Sacchi”, un paternità mai riconosciutagli.

Senza passare per i tornelli il mio ingresso allo stadio venne subito boicottato da un addetto alla sicurezza che pretese di vedere la mia carta d’identità in quanto possessore dell’abbonamento ridotto poiché al di sotto dei 14 anni. Già al tempo giravo senza documenti, una leggerezza che ancora oggi mi perseguita. Da bravo pargolo, ed anche un po’ sagnone, non cercai assolutamente di aggirare l’ostacolo provando da un ingresso diverso, feci una “volata” degna del miglior Mennea in via d’Avalos 66 e presi la preziosa carta d’identità che al ritorno ai cancelli non venne degnata di uno sguardo.…

Ora scattava il vero problema:”quale cavolo è il mio posto??”

Lo stadio era gremito, mai visto così pieno, “tribuna maiella scoperta…sotto la sala stampa…posto 16…e mo dove cavolo sta???”, rassegnato mi stavo per accomodare sulle scalette…”eccolo!!!!!!” incredibilmente vuoto! Tra una schiera di vecchietti che col tempo mi sarei fatto amici, spuntava un seggiolino vuoto…”vuoi vedere che è quello??”-“scusi! È il posto 16??”-“giuvinò! Chi mi pijat pe’ la mascher’?? sci e lu 16!!”

Perfetto! Mi faccio largo goffamente tra schiere di ottuagenari e finalmente poggio le chiappe dorate sul seggiolino, pronto a scattare in piedi.

Ligio all’abbonamento mantenni la posizione per tutto il girone d’andata salvo cedere alle pressione costanti dei miei amichetti e compagni di classe Nello e Robbiello che stazionavano alla destra della sala stampa. Tacciato di alto tradimento dai “vecchierelli” non feci mai più ritorno nel mio posto, all’ombra di Rifredo Rocchi.

Assistetti impotente a quella che fu una lenta agonia dei biancazzurri. Agonia che iniziò nel migliore dei modi. Vittoria esterna sulla Roma, sconfitta interna con il Milan di Baresi per 5 a 4, dopo essere stati in vantaggio per 4 a 1.
Baka era la controfigura di se stesso, e neanche l’arrivo di Dunga a novembre riuscì a cambiare le cose. Con Mendy(mio idolo del tempo) costantemente impegnato a saltare di testa sui calci d’angolo senza mai prendere una palla, eccetto una volta che fece gol, il primo di un giocatore africano nel campionato italiano, Zironelli che fece ben sperare nella sua partita d’esordio contro la Fiorentina, squadra che l’aveva scaricato e Borgonovo di tanto in tanto gettato nella mischia(Pescara-Torino 2 a 2 doppietta di Borgonovo nel recupero sotto il diluvio universale) il Pescara collezionò una serie di sconfitte che portarono all’esonero del Profeta, sostituito da Vincenzo Zucchini(Pescara-Parma 2 a 2). Di lui resterà sempre impresso nelle nostre menti il 5 a 1 alla
Juventus e il 3 a 2 al Napoli di Diego Armando Maradona ma, e di ma, soprattutto i momenti ludici di noi giovani, incappottati a sfidare le intemperie immortalati, a monito, dal fotografo amico di mia mamma.



ps:la foto è a pescara...presto la metterò online.


postato da: montelli alle ore 17:10 | Permalink | commenti (13)
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