
troppo criptico!?!?!ci si può arrivare.....

Hakan SUKUR – Il "toro del Bosforo" arrivò in nerazzurro nel mercato più nefasto degli ultimi trent'anni, quello della carta bianca: negli schemi del guru Lippi avrebbe dovuto essere l'inesorabile terminale innescato dai cross di Macellari, dalle visioni di Robbiati e dalle verticalizzazioni di Vampeta. Il suo curriculum parlava da solo, con gol a grappoli in Turchia e in Europa, salvo un'infruttuosa parentesi al Torino a inizio anni 90: all'Inter si è dimostrato attaccante completo, capace di sbagliare sia di destro
che di sinistro, ottimo nel far salire la squadra avversaria. Anche se a dire il vero qualche perla ce l'ha regalata,
come il gol nel derby che per una mezzoretta fece convertire all'Islam qualche milione di tifosi interisti, o l'1-0 di faccia alla Roma poi campione d'Italia, o ancora la rete allo scadere che ci salvò le chiappe contro l'HerthaBerlino nei
sedicesimi di Coppa Uefa.
All'arrivo di Cuper, con il rientrante Ronaldo, i confermati Vieri e Recoba, i ritorni dai prestiti di Kallon e Ventola e l'acquisto di Adriano il bomber ex Galatasaray ha capito che a San Siro non avrebbe più sentito i tifosi acclamare il suo nome: è finito così al Parma per la stagione 2001/02. Infastidito probabilmente dalla grande quantità di salumi prodotta in Emilia, lui che è musulmano praticante, è così passato al Blackburn per poi riprendersi la sua dimensione in patria, facendo ritorno al Galatasaray con il quale è ora primo in classifica nonostante lo 0-

Cobolli Gigli: "La Juventus è inferiore all'Inter." Inferiori!!!.
Papera del portiere: quando c'era la prospettiva della Siberia
Poi li chiamate nostalgici……..
noto con piacere che da un po’ di tempo il quasi avv. la signora non mi manda più sms…per la precisione l’ultimo l’ho ricevuto dopo la scoppola che ci hanno dato i turchi….Lasignò tuttappost’?!
Seconda vittoria consecutiva del ciclo di ferro nerazzurro, anche questa volta senza brillare, quasi senza meritare i 3 punti. Queste sono le vittorie delle squadre forti, che giocano male ma che alla fine la spuntano per manifesta superiorità, di organico se non di gioco. Oggi, rispetto a sabato, anche la buona sorte ci ha messo una mano. Anzi, una zolla.

Ore 21.30 di sabato vengo raggiunto dalla notizia del ritorno al gol di colui che fu l’Imperatore nerazzurro Adriano Leite Ribeiro, per gli amici bimbelli o pupetti visto che bimbacci è passato sulla sponda sbagliata di Milano.
Cribbio, Pupetti mi torna al gol e io me lo sono perso…vabbbè..c’è la cena delle Lasagne…Adriano ce lo vedrei bene ad una cena con lo squadrone che tremare i ristoranti fa…brinderemo al suo ritorno al gol con una serie positiva di birrini..terminata la cena, alla quale abbiamo partecipato tutti senza prendere rigorosamente la macchina(bravi, molto bravi) ci si sposta in un locale a caso nei paraggi per apprendere la notizia che dopo le ore 2 del mattino è vietata la vendita di alcolici!!!!!!in preda alla tristezza e alla disperazione più totale ci imbattiamo in una pizzeria notturna che ci passa birrini sotto banco…tutto questo per dire che…per dire che quando sono rientrato a casa, mentre gli uccellini ruttavano, mi sparo il ritorno al Gol dell’imperatore…azz credevo qualcosa di più..mi metto a dormire e sogno la sostituzione dell’adiposo Bimbelli che scocciato manda letteralmente a cagare il Mancio…in preda ad un raptus mi sveglio e cerco in internet ulteriori ragguagli e scopro con stupore che tutto era vero…ricapitoliamo…Adriano non segna un gol dall’82, gioca che fa schifo quanto me in serie A, è vistosamente in sovrappeso, la società lo conferma, il mister giustamente lo esclude dalla lista Champions onde evitargli figure di merda europee, nonostante tutto in campionato lo schiera volentieri, lui cala la maschera è ammette di aver passato l’ultimo periodo a tracannare birrini su birrini, cosa piuttosto evidente, in qualunque posto di lavoro sarebbe stato preso a calci del culo, il Mancio insiste nel volerlo recuperare e quello che fa!? Sfiora una palla di testa che va in rete(che poi per me non l’ha sfiorata nemmeno) esulta, lo sostituiscono e fa il “paga la mossa al Mancio”. Sono sempre stato avaro di complimenti verso belciuffo, ma arrivati a questo punto facesse riaccomodare quel trippone in panchina per un bel po’…e io che l’ho preso pure al fantacalcio…
Per la cronaca sabato ritorna al gol anche Ciarrocca che da brava “mignotta” dopo il gol abbraccia il mister! Bravo Andrè…era ora!

“Io non sono un corridore - mi disse - sono un lupo affamato. La lepre, il camoscio, la gazzella, sono immagini eleganti, vanno bene per Coppi: io la strada devo divorarla, so che soltanto mangiandola, una volta persino vomitandola per la grande fatica, ci scappava il mangiare vero, quello di casa...”.
Così Sergio Zavoli ricorda commosso Vito Taccone, il “Camoscio d’Abruzzo”, un uomo, prima di essere un ciclista, comunque in fuga.
Taccone non era un ciclista normale, giocava d’azzardo, sempre. Dichiarava la vittoria il giorno prima della gara, come se corresse da solo, senza preoccuparsi degli altri cento e passa corridori. Anquetil, Poulidor, Balmamion, Gimondi, Bitossi, che si chiamassero come gli pareva a loro, per Vito Taccone prima di ogni corsa vi era un solo favorito per la vittoria, lui. E se non riusciva era per colpa di qualcosa, di qualcuno ma non sua, lui comunque ci aveva provato, di sicuro. Se la strada saliva, anche se era un cavalcavia, lui partiva, si metteva in testa al gruppo, quasi a sperare che l’asfalto non si ripianasse più. Una salita infinita, così dovevano essere le corse fatte per Vito Taccone. Adesso starei qui a scrivere di altro, dei mille successi, dei Tour e dei Giri vinti, e invece poco o nulla nel palmares, a voi giudicare, ma una storia personale scritta indelebilmente a fianco a quella dei grandi del ciclismo del suo tempo, e provateci voi ad essere ricordati così, senza essere stati il migliore.
Nel 1961 esordisce tra i professionisti, ed è subito entusiasmante. Vittoria al Giro di Lombardia. Ci si aspetta da questo ragazzo una carriera incredibile, il carattere c’è, l’abnegazione pure, il temperamento anzi va limitato, ma il fisico e la resistenza non l’aiutano, e per le lunghe corse a tappe ci vogliono anche loro. Il
Nel
Nel
Per Gianni Clerici il Processo “…ha spinto fabbriche a sospendere il lavoro, maestri a interrompere la lezione, giornalisti un tempo ritenuti dignitosi a fare la danza del ventre per parteciparvi, corridori stracchi morti e magari drogati a recitare, scrittori col Premio Strega balbettare nonsensi... Processo alla tappa è un vero e proprio spettacolo, con tanto di palcoscenico, di attori protagonisti, di comparse, di drammi, di battibecchi: un copione su cui si deve improvvisare come nella commedia dell'arte, e alcune maschere a cui i corridori si adeguano: lo spaccone, il timido, il chiacchierone e il taciturno, lo smaliziato e l'ingenuo.”, e di questo circo forse il protagonista maggiore, il corridore-artista più scapestrato, meno convenzionale era lui, Vito Taccone.
Nacque anche qui il suo mito, senza la due ruote sotto il sedere, nella sua dialettica verace ed imprevedibilmente sincera da abruzzese del Fucino, di quella piana isolata in mezzo agli appennini. Gente che le cose in faccia non te le manda a dire per terzi. Adorni contro Taccone, Motta contro Taccone, ragazzi belli, educati, vincenti, del nord, di quell’Italia già sviluppata, contro di lui, il “Camoscio d’Abruzzo”. Abbiamo dovuto aspettare altri quaranta anni per vedere un ragazzo nato più a sud di Firenze vincere un giro, e guarda caso è uno che Vito a visto crescere, al quale ha consigliato di mollare le corse di un giorno per le grandi corse a tappe, guarda caso è proprio un abruzzese che come mito aveva lui, è per lui un anno intermedio, di assestamento, piazza un ottima vittoria al Giro del Piemonte e poco altro, ma era anche un’epoca diversa, nella quale i giovani venivano centellinati dagli allenatori, che non volevano spremerli troppo giovani. Ma l’abruzzese scalpita, e nel 1963 si presenta al Giro d’Italia con un arroganza insolita per un ragazzino di ventitre anni. Piazza quattro vittorie consecutive nei tapponi alpini, va in crisi, e poi vince pure una quinta tappa. Maglia verde alla fine della kermesse, cinque vittorie di tappa e arriva quarto in classifica generale, a 5’e 21’’ dal vincitore Balmamion, che non ne vinse nemmeno una di tappa. Ma il ciclismo e le grandi corse sono così, premiano la regolarità molto più spesso che l’azione travolgente. Taccone.

Insomma, anche se si sapeva che l'Italia avrebbe vinto, si era quasi certi che non convincesse, e così è stato. Diciamocelo: l'Italia al momento è Buffon (ieri disoccupato), Pirlo, Toni e poco più. La continua e persistente rinuncia di Donadoni ai giovani, il ricorso a vecchi leoni come Ambrosini e a giocatori in presunta crisi come Grosso ha fatto sì che l'Italia giochicchiasse senza pungere più di tanto. Toni colpisce un palo incredibile (nel senso che è incredibile come abbia fatto a non segnare) ed è solo grazie a un erroraccio di tale Georgi Lomaia, portiere senza club, che l'Italia passa con Pirlo.
Nella ripresa le cose vanno un po' meglio, ma l'1-0 è sempre a rischio beffa specie dopo l'ingresso del bambino Kenia, un potenziale campione. Poi arriva il raddoppio dell'eroe di Germania Fabio Grosso, perfetto l'assist di Toni che come al solito riesce a togliere un paio di uomini alla difesa avversaria. Mancano tre giornate, e le tre squadre che lottano per i due posti in Austria e Svizzera devono giocare ancora due partite. Come da titolo, al momento la Scozia è in testa al girone e merita di passare. O meglio, per come si sono messe le cose è giusto che l'Italia debba espugnare Hampden Park per qualificarsi.
Gourcuff si incazza. Chissa perché.
Galliani, 1 luglio 2007: "Pensi a Emerson. A chi toglierebbe il posto? Dubito a Gattuso e Pirlo, forse a Ambrosini o a Seedorf, di sicuro a Gourcuff che dalla panchina si ritroverebbe in tribuna. Di qui la scelta: difendere Gourcuff."
Juventus, asta su e.bay per trattenere Del Piero. Partecipiamo tutti; non vorremmo si rinforzassero, cedendolo.
Non potendo credere che vengano messi degli incompetenti in queste giurie, preferisco credere che quando hanno scelto i 30 e hanno deciso di mettere Lahm anziché Ibrahimovic, o Nesta invece che Totti, fossero ubriachi. Non penso sia una decisione geopolitica, l'Italia è la nazione con più candidati e l'Inter ha un giocatore nei trenta, non è questo il problema.
A una più attenta analisi, il problema sembra invece che i giudici siano rimasti al 2006, o che l'unico calcio che guardano è solo quello della Coppa del Mondo. Ricordiamoci che si deve eleggere il FIFA World Player del 2007! Ibrahimovic e Totti non hanno vinto niente in Europa, e gli altri? Ronaldinho, Eto'o, Marquez, Messi sono usciti anche loro agli ottavi di Champions e non hanno nemmeno vinto il campionato. Cannavaro e Van nistelrooy han fatto come Ibra (campionato vinto e fuori agli ottavi), il Chelsea è arrivato alle semifinali ma Essien, Cech, Lampard e Terry non hanno vinto nulla. Buffon ha addirittura giocato in Serie B. Per non contare che se contasse vincere qualcos, magari ci vorrebbe un giocatore del Boca.

1980/1981
La sera del 1° settembre 1980 inizia, su Raitre, una nuova trasmissione: "Il Processo del lunedì" di Aldo Biscardi. A condurre in studio Enrico Ameri, all'epoca prima voce della trasmissione radiofonica "Tutto il calcio minuto per minuto", e Novella Calligaris. La sede della trasmissione è quella del "Tg3" di Via Teulada, 28. Aldo Biscardi è in regia a pilotare in voce l'intero programma che va in onda in terza serata alle 22.45. Biscardi introduce la "scheda d'accusa" che affida all'allora giovanissimo giornalista Carlo Nesti, scheda che dura, con Nesti, fino a quando il Processo rimane in Rai; e prosegue in tutte le altre edizioni con illustri nomi.
1981/1982
Conduttori in studio: Enrico Ameri e Marina Morgan; durata 90 minuti, in onda ancora in terza serata. Biscardi, pur dirigendo l'intera trasmissione, appare anche in video. Al termine del campionato italiano, gli azzurri partono per
1982/1983
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Conduttori in studio: Marino Bartoletti e Jenny Tamburi; durata 90 minuti in terza serata. Con Biscardi in video, attraverso una telecamera fissa collegata in regia. A cinque puntate dalla fine del campionato, accade un fatto clamoroso: la conduttrice del processo, Jenny Tamburi si fa fotografare senza veli da una rivista per soli uomini, Biscardi immediatamente interrompe il contratto con la soubrette e la sostituisce con la "morigerata " Gioia Re, già annunciatrice Rai. Ma un altro colpo di scena doveva caratterizzare la terza edizione del processo. Da Selva di VaI Gardena, dove era in vacanza, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini si collega direttamente con il processo. Il servizio, curato da Franco Solfiti, doveva durare quindici minuti, ma Pertini resta in collegamento per tutta la trasmissione, per quasi due ore. Alla fine, il Presidente s'improvvisa anche telecronista e descrive in diretta le evoluzioni sulla neve degli alpini, in suo onore.
1983/1984
Aldo Biscardi lascia la direzione dalla regia e passa a condurre in studio il Processo
con a fianco Danila Caccia. Lo studio è sempre quello del Tg3 di via Teulada, la durata è di 105' e va inonda in terza serata alle 22.45.
1984/1985
Aldo Biscardi conduce affiancato da Paola Perissi. Il Processo presenta una novità: il "Moviolone". Le azioni dubbie della domenica ingrandite su uno schermo gigante. Affida il commento a Jose Altafini. La durata è 105 minuti, lo studio è sempre quello di via Teulada.
1985/1986
Biscardi riconferma Paola Perissi ...che sarà l'unica figura femmmile a bissare la conduzione per tutte le edizioni Rai. Il moviolone viene affidato a Ricky Albertosi. Al termine del campionato, ci sono i mondiali in Messico e Biscardi organizza trenta puntate di "Processo ai Mondiali". Studio Tg3 di Via Teulada, durata 105 minuti.
1986/1987
Conducono in studio Aldo Biscardi e Vanna Brosio. Il moviolone viene affidato all'ex nazionale Mauro Bellugi. La durata è di 105 minuti, lo studio è sempre lo stesso: via Teulada 28, Roma.
1987/1988
Aldo Biscardi conduce in studio con la bionda Stephany (Stefania Falasconi). Lo studio si trasferisce nella sede di via Novaro, la durata è di 115 minuti e va in onda alle 22.45.
1988/1989
Aldo ingaggia Michela Rocco di Torre Padula
(attuale moglie di Enrico Mentana), una nobile siciliana e Miss Italia in carica.
Al Processo passa la straniera: la baronessa Ana Maria Van Pallandt, biondona olandese cresciuta in Spagna.
1990/1991
In studio con Aldo Biscardi c'è Irene Mandelli. Il centro di produzione è quello di
via Teulada, la durata è di due ore, ma visto il grande successo avuto ai mondiali, il Processo passa in prima serata alle 20.30.
1991/1992
Aldo Biscardi sceglie come collaboratrice in studio Alessandra Canale, la durata della trasmissione è di due ore, in onda in prima serata. La novità di rilievo è data dal fatto che il "Processo" viene trasmesso dallo studio 4 della nuova sede di Saxa Rubra.
1992/1993
Aldo Biscardi conduce assieme a Mariella, la vedova di Gaetano Scirea. L'anno dopo, grazie alla popolarità conquistata con il Processo, la signora Scirea diventa deputato al parlamento della Repubblica Italiana. Questa è l'ultima edizione del Processo di Biscardi su Raitre. Chiude una parentesi con l'azienda di Stato durata 14 anni. In questa edizione c'è da ricordare un collegamento in diretta alquanto movimentato con l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Una serata che stabilì un altissimo record d'ascolto.
1993/1994
Aldo Biscardi conduce con Ambra Orfei e la trasmissione diventa "Il Processo di Biscardi". Passa dalla Rai a Tele+2, e va in onda, con la scenografia di Gaetano Castelli, dagli studi di Cologno Monzese.
1994/1995
Aldo Biscardi ha al suo fianco ancora Ambra Orfei, SIlvio Sarta sempre al Moviolone, Bontempelli e Arrigoni redigono
1995/1996
Il Processo va in onda dagli studi di Tele+ di Cologno Monzese. Inizia la
produzione da parte della Frenter Communication di Roma che continua tutt'oggi. Nella conduzione del programma Aldo Biscardi è affiancato da Roberta Termali, allora moglie di Walter Zenga. Conferma di Silvio Sarta al Moviolone e della Scheda a cura dei redattori di Tele+. Maurizio Mosca comincia con i suoi pronostici sul calciomercato. Tante le innovazioni tecnologiche, fra cui la rivoluzionaria videoconferenza , utilizzata dal Processo per importantissimi collegamenti.
1996/1997
Il Processo di Biscardi lascia Tele+ ed approda su TMC, dove rimane tuttora. Ad affiancare Biscardi dall'Hotel Forte Crest di San Donato Milanese, tempio del calciomercato, c'è la debuttante Sara Ventura, sorella minore della più famosa Simona. Il Moviolone è condotto da Danilo Di Tommaso, mentre
1997/1998
Sempre dall'Hotel Forte Crest Aldo Biscardi è affiancato questa volta da Simona Saia. Confermato al Moviolone Danilo Di Tommaso con il commento straordinario di Vittorio Feltri. Immancabili le "Bombe di Mosca".
1998/1999
Anno di grandi novità per il Processo. La trasmissione si sdoppia in due studi separati, a Milano e a Roma. A Milano Biscardi è affiancato da Angelica Russo, mentre gli ospiti di Roma sono presentati da Francesco Izzi. Il Moviolone diventa la "Supermoviola", una virtual-reality esclusiva del Processo di Biscardi, commentata in studio da Jacopo Savelli. La tecnologia di origine militare determina con esattezza la posizione dei giocatori, arbitri e pallone in relazione al campo di calcio.
1999/2000
I due studi separati si potenziano accogliendo ospiti di maggior rilevanza. La "Supermoviola", nella sua unicità, accende sempre grandi discussioni. E' sempre Jacopo Savelli a commentarla. Al fianco di Biscardi c'è Michela Bruni, mentre a Roma rimane Francesco Izzi. Viene dato sempre più spazio al pubblico che, da questa edizione e per le future, interagisce con Biscardi ed i suoi ospiti anche attraverso le e-mail.
2000/2001
La valletta di turno è Federica Fontana. Alla Supermoviola si alternano Paolo Assogna, Andrea Paventi e Pietro Pinelli. Schede e servizi curati dalla redazione del Processo di Biscardi. Si apre un sito internet di grande successo e nasce il concorso "Il calciatore mascherato".
2001/2002
TMC diventa La7. Al fianco di Biscardi c'è Anna Rigon.
2002/2003
Nella 23° edizione del programma ad affiancare Aldo Biscardi è la volta di Vanesa Daniela Villafane. Si conferma Pellacani alla Supermoviola, la rubrica di calciomercato è curata da Fabio Ravezzani. La trasmissione va in onda su La7 tutti i lunedì alle ore 21.
2003/2004
La 24° edizione, sempre in onda su La7, è stata una delle più rivoluzionarie. Ricca di novità ed ospiti illustri, da personaggi del mondo della politica ai più bravi giornalisti del panorama sportivo italiano. Nuove rubriche hanno ampliato i contenuti del “Processo di Biscardi”, accanto al tradizionale calciomercato ed alla tecnologica Supermoviola, condotta da Paolo Pellicani con il commento di Fabio Baldas, si sono posizionate “Il Punto di Calabrese” e le “Pagelle del comandante Stopardi”. La discussione in studio è simpaticamente colorata dalle vignette di Dino Manetta. Parte la prima edizione del concorso “Il Campionissimo” che sarà vinto da Francesco Totti. Ad affiancare Aldo Biscardi è la volta della bellissima Federica Ridolfi. Il 24° anno decreta il “Processo di Biscardi” la trasmissione di punta de LA7 con uno share, in media, del 5%. Un grandissimo successo confermato e superato da “Il processo – speciali Europei” che ha segnato il record di ascolti con l’8.50% di share. Altra novità dell’anno 2004 è “BiscardiVenerdì” un programma di approfondimento calcistico che ha visto come ospite d’eccezione Diego Armando Maradona.
2004-2005
Per la 25° edizione, nozze d’argento del Processo, grandi cambiamenti: nuova scenografia per lo studio di Roma e di Milano, è riconfermato il concorso “Il Campionissimo” che nella sua seconda edizione premierà Alex Del Piero. Il sito è rinnovato ed ampliato, grande spazio al pubblico, che partecipa sempre più numeroso, durante la diretta, con e-mail e televoti. Non può mancare, anche in questa edizione,
2005-2006
La 26° edizione si apre con una grandissima novità, Biscardi si trasferisce a Roma ed il bancone di Milano viene affidato a Paolo Cecinelli. I servizi sono curati dalla redazione de La7 di cui Biscardi è il direttore. La scheda passa a Darwin Pastorin ed “Il campionissimo”, ormai alla sua terza edizione, premia Luca Toni. Nasce una nuova rubrica di Alberto Foa, “Il borsino dei campioni”, ed un nuovo concorso “Scopri la voce”, dove i telespettatori sono invitati a scoprire la voce dei loro beniamini del calcio. Accompagna Biscardi, Debora Salvataggio, finalista di Miss Italia. Alla fine del programma Biscardi "lascia" La7 per intraprendere una nuova sfida su 7 Gold.
2006-2007-2008
27° edizione del Processo di Biscardi su 7 Gold.
Accompagnato dal collaudatissimo duo Corno-Crudeli, novità tra gli ospiti con la presenza fissa dell’avvocato Taormina, dell’onorevole Capezzone, sedi staccate in collegamento da Milano, Torino, Roma e Napoli.

...tutto il resto è noia...
Cinica e compatta.
E' così l'Inter che schianta il PSV al secondo turno di Champions League, nella partita più noiosa dall'invenzione della palla ai giorni nostri.
In un confronto che, in caso di insuccesso, rischierebbe di rivelarsi determinante in negativo per la stagione nerazzurra, Roberto Mancini sceglie un undici di sicura affidabilità, schiarando la formazione tipo artefice dell'avvio sprint in campionato:
Ibrahimovic più altri dieci.
I raffinati tatticismi del tecnico non impiegano molto per produrre gli effetti sperati, con il centravanti svedese bravo nel procurarsi un rigore alla prima giocata utile, trasformandolo.
A vantaggio acquisito, per i padroni di casa il match si fa ancora più semplice, in particolare quando il portiere olandese batte il record del mondo di salto in basso sul casuale colpo di testa dello stesso Ibrahimovic. Sul due a zero, al PSV non resta davvero che rassegnarsi: nemmeno le espulsioni di Chivu per doppia ammonizione e di Suazo per doppia allucinazione dell'arbitro e del guardalinee riescono infatti ad invertire l'inerzia della gara, che si chiude con il meritato successo nerazzurro.
Sull'altra sponda di Milano, in terra scozzese un Milan formato campionato è ospite dei temibilissimi pentacampioni del Celtic di Glasgow. Durante il diluvio universale si gioca una gara che di calcio ha ben poco, ci prova Donati un paio di volte, ci riesce McManus su calcio "d' 'anagalo" per dirlo alla Dino Dini, Ambrosini cade in letargo, Gourcouff lo imita, 1-0. Il Milan alza la testa e trova il pareggoi grazie all'atleta di Dio, poi nel finale una nuova Marsiglia, Dida effettua una parata alla Dida, ossia con il pallone che viene rimesso in gioco nell'area piccola, si avventa McDonald e fa 2 a1.
Dramma Dida, a momenti il sito ufficiale del Milan diffonderà l'autopsia.

