giovedì, 29 novembre 2007
non si sa mai...magari Ariedo dopo Pato potrebbe mettere a segno un nuovo colpo.......
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lunedì, 26 novembre 2007

L'osservatore romano chiude la curva ospiti e sugli spalti del Meazza siedono cinquemila bambini delle scuole calcio: uno spettacolo che fa male a questo sport. Verso metà incontro, trecento dodicenni bergamaschi vengono fatti sfollare dagli steward per aver cantato in coro "Trenta quaranta, la pégora che canta; la canta söl sentér, ciama, ciama 'l pegorér", un testo giudicato eccessivo dagli uomini del Ministero dell'Interno. Ma le luci della ribalta passano dalla agevole vittoria dell'Inter a San Siro fino alla festa natalizia del Milan organizzata al Palaghiaccio milanese dalla "Vergine delle Docce", la moglie di Kakà. "Festa eccellente e calda" la descrive il sito rossonero, Per citare: "Il menu è stato il seguente: Timballino di riso venere con scampi, etc". Alla fine del timballino di riso venere e della coulis di frutti rossi sono arrivati i 15 chili di Big Mac per uno dei giocatori presenti. Dal resoconto ufficiale si apprendono una serie di notizie decisive: 1 - Adriano Galliani "ha applaudito soddisfatto" Laura Pausini, al contrario di quanti pensavano che la giudicasse una merda; 2 - Silvio Berlusconi "ha baciato tutti i giocatori", segnando la formazione del nuovo soggetto politico: la Casa dell'Omosessualità; 3 - erano presenti Ennio Doris e Francesco Zagatti, strappati con un colpo magistrale alla festa del ringraziamento alla Casa Bianca; E infine Adriano Galliani si presentava vestito da tamarro con dei gemelli che raffiguravano una Coppa dei Campioni con il numero 7 rosso sul polsino sinistro e il numero 7 nero sul polsino destro...lo stile Milan...che ci vuoi fare!

attenzione...sta per nascere Pato..saranno cazzi da cacare per tutti!!!

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martedì, 20 novembre 2007

Dove sono finiti? Cosa stanno facendo? E soprattutto: sono ancora in condizioni di nuocere alla salute di noi tifosi interisti? Eccovi una cronaca delle gesta recenti di coloro che, per anni o solo per qualche scorcio di stagione, hanno provveduto a farci alzare dal seggiolino di San Siro
per un’imprecazione o un applauso


Gonzalo SORONDO – Ce lo siamo sorbiti in dosi omeopatiche, ma tanto è bastato per sperare che ce lo levassero dalle palle al più presto. Ennesimo gioiello della scuderia di Paco Casal, il procuratore di Recoba che ci ha rifilato anche Antonio Pacheco, Sorondo è stato strappato alla concorrenza del Real Madrid per ben 18 miliardi di lire, cifra che col senno di poi, se proprio doveva essere spesa, avremmo meglio investito in ripetuti festini con escort d'alto bordo. Gonzalone l'uruguagio arriva nel 2001 con ottime referenze: l'allora tecnico della Celeste Victor Pua lo definisce "un giocatore molto intelligente che può giocare senza problemi sia a sinistra che a destra", addirittura senza l'ausilio dell'orologio sul polso mancino per distinguerlo dall'altro lato; mentre quel cercopiteco di Montero, temendo forse la presenza di baby gang alla Pinetina pronte a menare il connazionale per fottergli scarpe griffate e cellulare, minaccia "Se lo lascerete crescere in pace diventerà il nuovo Montero". Chissà come mai, nonostante le aspettative lo spilungone di Montevideo non ingrana: debutto semi-incoraggiante a San Siro nel 3-0 contro il Verona, con quasi autogol di testa; 12 minuti con ammonizione contro la Roma; marcatura spietata su Tare che pareggia dopo un minuto il ritorno al gol di Ronaldo a Brescia; doppia coppia di cappelle contro Chievo (sconfitta 1-2 in casa) e Piacenza (due assist a Gautieri), poi brevi comparsate sparse nel resto del campionato. L'anno dopo la società gli tende una mano comprando Cannavaro, Adani e Gamarra, e lui non tocca il campo. Va così in prestito allo Standard Liegi, refugium peccatorum degli uruguaiani scarsi, mentre nel 2004 passa sempre in prestito al Crystal Palace. Ormai diventato portatore sano di "Ce l'hai", nessuno se lo prende: va al Charlton nel 2005/06, club che lo riconferma per la stagione successiva dopo l'ottenimento del permesso di lavoro, probabilmente per utilizzarlo come autista del bus della squadra. Nel gennaio 2007 riparte dal Defensor Montevideo, per poi accasarsi in questa stagione all'Internacional di Porto Alegre. Peccato che il buon Lalo si sia gravemente infortunato contro il Vasco da Gama: torna presto, campione. A giocare a calcio, ovvio, mica all'Inter...

Cyril DOMORAUD – Beppe Signori lo sta ancora ringraziando. Il 7 novembre 1999, in Bologna-Inter(e io ero li…presente), il difensore
che Lippi volle a tutti i costi per trasformarlo nel Thuram nerazzurro regala ai tifosi una prestazione abominevole: su cross dell'ex Lazio non tiene
Kenneth Andersson, uno che poteva segnare solo di testa, e che infatti segna di testa; lascia spazio sempre a Signori per l'assist del 2-0 ancora ad Andersson e chiude il cerchio con un ulteriore omaggio al mancino rossoblu che fa gol a porta vuota. D'altronde, per ricostruire dalle macerie non c'era niente di meglio di un ragazzo ivoriano che fino a 23 anni giocava a calcio a tempo perso in Serie B francese, mentre studiava medicina a Parigi. Ma cosa vogliamo saperne noi, poveri inetti, che non abbiamo il know-how e l'esperienza di un allenatore titolato e competente come Lippi, che avrebbe rinnegato l'ex Marsiglia dopo sole 6 presenze spedendolo in prestito al Bastia per l'anno successivo. Tornato a Milano, passa ai cugini in cambio di uno stabile in Parco della Vittoria, poi inizia a girare tra Monaco, Espanyol, Konyaspor per finire nel gennaio 2005 ancora al Creteil, il team che lo lanciò quando ancora stava imparando ad usare stetoscopio e sfigmomanometro: oggi come oggi la squadra, in terza divisione francese,
è quarta dopo il 3-0 sul Cannes.

 

Ivan ZAMORANO – Massimo rispetto per Ivan il Terribile, uno con sotto due palle così. Anche se non era il più prolifico degli attaccanti, "Bam Bam" ci metteva il cuore e la grinta in ogni partita, con tanto di sbaciucchiamento alla maglia dopo il gol, che non guasta mai. Arrivato dal Real Madrid nel 1996, a
cottura già iniziata, ci ha comunque dato qualche soddisfazione e buoni motivi per applaudirlo: dal gol di apertura in finale di Coppa Uefa
contro la Lazio, a qualche rete in vari derby, dall'inseguimento furibondo dell'arbitro Ceccarini negli spogliatoi dopo Juve-Inter del famoso rigore non dato, fino all'addio da brividi a San Siro. Uscendo un po' dall'orticello interista e aprendo la visuale all'intiero settore, Zamorano è stato anche colui che ha introdotto l'algebra nel calcio giocato grazie alla sua maglia 1+8.
Un uomo di spessore e intelligenza, quindi: peccato che abbia terminato la sua avventura interista in uno squallido 0-0 di Coppa Italia contro il Parma, ritorno del famigerato 6-1 di tardelliana estrazione. Due anni eqaumente ripartiti tra America di Città del Messico e Colo Colo, poi ha intrapreso la carriera di procuratore: la sua prima mossa è stata sdebitarsi subito con l'Inter, segnalando a Moratti un autentico talento scovato tra le Ande. Un investimento sicuro, un attaccante dal rendimento garantito: Mauricio Pinilla, girato al Chievo e poi offerto in giro per l'Europa come pendant de "Le Case di Oliviero".

to' Robbie!!

 

postato da: montelli alle ore 18:25 | Permalink | commenti (19)
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giovedì, 15 novembre 2007
sintesi di una partita della stagione 2006-07...quella della retrocessione per intenderci
postato da: montelli alle ore 17:06 | Permalink | commenti (7)
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lunedì, 12 novembre 2007

Tutti i tifosi che vanno allo stadio da persone umane stanno per essere nuovamente vessati. Aspettiamo Porta a Porta per conoscere dal benpensante di turno in quale ingresso dovremo sostenere il PSA prostatico (nominale, s'intende) per l'idiozia di qualche nuova legge inutile.

 A Roma è caccia ai militari, con assalti alle caserme. In un Paese normale, ci sarebbero arresti in massa.
Ma questa è solo l'Italia.

Per aggiungere un altro piccolo dettaglio in un altro giorno qualsiasi dell'informazione.

verificaRegola del giornalismo moderno: prima dare la notizia più golosa ("scontro tra Ultras in Autogrill, la polizia spara in aria: un morto" Superman?), poi verificare se e come sia vera. Intanto parlare parlare parlare...

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domenica, 11 novembre 2007
diego

Ronaldo come Adriano…nessuno lo dice e allora ci ha pensato la Gazzetta, ma se l'ha fatto è stato come al solito per stoppare voci ancora più gravi. Ronaldo è svogliato, non si presenta alle sedute fisioterapiche, non risponde al cellulare. E' fuori da luglio, praticamente non ha mai giocato in questa stagione, e ora si appresterebbe a rientrare. Le voci sono su una vita di Ronaldo non proprio da atleta, molto simile a quella di Adriano, ma se ne parla di meno. A dimostrazione che spesso i giornalisti non ci dicono tutto quello che sanno, ma solo quello che gli conviene. Il problema è che il Milan ha potere mediatico, usa la propaganda per coprire gli insuccessi calcistici e fatti come quello di Ronaldo. Mi spiace, ma la Gazzetta sbaglia quando scrive che "sull'altra sponda del Naviglio sono meno attenti a custodire i segreti": sono tutti capaci allo stesso modo, è chi viene a saperli, questi segreti, che a volte decide di divulgarli altre no, e non è mai per simpatia!

Dunque, Ronaldo non fa vita da atleta, forse eccede negli stessi vizi notturni di Adriano, oltre a non allenarsi e a non avere disciplina. Vorrebbe andarsene per guadagnare di più, almeno così mi dicono. Ma fino ad oggi, il nulla mediatico. C'è perfino qualche tifoso rossonero che si lamenta e accusa la Gazzetta di destabilizzare la Società (ovviamente con la maiuscola) facendo queste rivelazioni al momento del rientro in campo. Com'è possibile, allora, che per il Milan (e di riflesso per i media) ogni settimana dal 31 luglio era buona per il rientro, mentre i giornalisti che conosco mi dissero da subito che prima di novembre non sarebbe stato possibile rivedere Ronaldo? C'è da chiedersi piuttosto come mai questo articolo sia uscito prepotentemente solo il 9 novembre. Forse il Milan ha dato il via libera perché adesso serve screditare Ronaldo? Che, di suo, vorrebbe lasciare il Milan per un ultimo contratto "pesante", così come Adriano lascerebbe l'Inter.

Tutto questo discorso si interseca con le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, abbastanza irritanti. Non tanto per aver detto che gli interesserebbe Adriano al Milan, cosa legittima nonostante le levate di scudi ogni volta che al Real nominano Kakà, quanto per quel "Adriano vorrebbe lasciare l'Inter? Chi non lo prenderebbe, quindi anche il Milan. Tutto dipende dall'ambiente che ha intorno". Ecco, sulla Gazzetta s'è capito che ambiente troverebbe a Milanello, anzi no. Se Adriano beve e fa tardi la notte è colpa dell'ambiente, se lo fa Ronaldo, è colpa di Ronaldo.

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mercoledì, 07 novembre 2007
Uno straordinario spot per la pacifica integrazione tra razze diverse. In un momento di forti tensioni sociali, il posticipo dell'undicesimo turno di campionato è servito soprattutto ad allentare certi malesseri del nostro Paese, offrendo un prezioso insegnamento agli sportivi e ai non sportivi. E' infatti bello starsene seduti al volante della propria lussuosa berlina, eleganti e profumati ad attendere il segnale del semaforo che permetterà di far rombare di nuovo il motore. Ma quanto è più bello scorgere nello specchietto retrovisore un povero extracomunitario che arranca verso il finestrino scintillante, chiedendo una questua per continuare ad avere speranza nel futuro: allora decidere di ritardare la propria rincorsa al successo, lasciando che i clacson suonino impazziti mentre il verde scatta, per allungare una mano nel portafogli di marca, pescare un “decino” nella moltitudine di banconote di grosso taglio e regalare un sorriso allo sfortunato questuante. Il Derby d'Italia è stata tutto questo, forse anche di più. Nella serata di gala di Torino, si sono affrontati i pluricampioni dell'Inter e i giocatori della neopromossa Juventus, con le squadre che sono tornate ad incontrarsi dopo un anno particolare che ha visto i nerazzurri in Serie A. Sugli spalti, il clima era un poco mesto perché mancava Luciano Moggi, che però mancava soltanto a se stesso, dunque che si fotta. In campo l'atmosfera era ben diversa, con il primo minuto di gara interamente di marca bianconera. Gli uomini di Ranieri erano bravi nel puntare sul fuorigioco sistematico, una tattica che nella precedente stagione aveva permesso loro di portare via punti preziosi da Rimini. Ma alla mezzora Grygera sbagliava, concedendo la fuga vincente di Cruz: da quel momento, la Juventus si scatenava difendendosi a testa bassa, tecnica utile soprattutto per non calpestare eventuali merde di cane sparse sul terreno di gioco. Suazo, Ibrahimovic e Cesar fallivano contropiedi e gol, ma quando il tecnicoapprestava a varare una tattica tipo armistizio di Villa Giusti, il buon cuore di Roberto Mancini si manifestava attraverso la decisione di voler convincere il mondo che la mossa di Burdisso a Valencia fu geniale. No, mister: non fu geniale, però è bello che abbia voluto fermarsi ad aiutare dei reietti. A quel punto scivolavano in sette della difesa interista, con la palla che rimbalzava ovunque fino ad entrare in gol, per il pareggio. Finiva così, con J. Zanetti e compagni che sceglievano di privarsi di qualcosa di superfluo per offrire a C. Zanetti e compagni un obolo piccolo, ma prezioso. Nella foto, nerazzurri e bianconeri: divisi soltanto dal  parabrezza


piccolo appunto al Mancio...caro mister..giocatori del genere(Adriano) si recuperano in un solo modo...deve fare come ho fatto io con Ciarrocca...la sera ci esca insieme....vedrà..i gol arriveranno...
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martedì, 06 novembre 2007

“Ha compiuto ottant’anni da poco, e se li porta benissimo, avendo accentuato soltanto un poco quella sua aria svagata, con cui si difendeva dalle tensione, dai giornalisti assillanti, dalle curiosità della gente, dalle polemiche, nelle quali non si è mai fatto coinvolgere, troppo signore, troppo elegante, troppo svedese, troppo educato, troppo sportivo per scendere in certe volgarità. Il massimo dell’irritazione, quando i torti si accumulavano e diventavano difficile sopportarli, si esprimeva in una battuta ironica. Mai una protesta sopra le righe, mai un’offesa, mai un insulto. È passato in un ambiente di passioni smodate, di attaccabrighe, di irosi, di plebea scurrilità, di ferocia, come Vigilo in un girone dantesco. Un maestro incorruttibile e pietoso,  un esemplare educatore di giovani.
Ora invecchia dolcemente, tra i vini delle sue terre e i nipoti.”

  (Tu chiamale se vuoi, emozioni – Giorgio Tosatti)


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domenica, 04 novembre 2007
stiamo arrivando MERDE!!!!
(ho provato a trattenermi ma non ci sono riuscito...)


ops...ho sbagliato.....

postato da: montelli alle ore 12:09 | Permalink | commenti (12)
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sabato, 03 novembre 2007
Continua la marcia inarrestabile delle LASAGNE...6 partite 4 vittorie 2 pareggi, miglior difesa e bla bla bla...
la forza del gruppo è il gruppo stesso, un piacere vivere questi momenti, una promozione e una retrocessione non hanno minimamente scalfito lo spogliatoio è difficile rimare uniti quando non si vince, l'abbiamo fatto e i riusltati ci stanno premiando..in attesa del big match di lunedi 12 contro l'equatore ....
SANTE(lo sponsor) SUBITO
..in fondo in un calcio dove si paga per giocare c'è ancora qualcosa di buono.....


postato da: montelli alle ore 00:12 | Permalink | commenti
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