L'osservatore romano chiude la curva ospiti e sugli spalti del Meazza siedono cinquemila bambini delle scuole calcio: uno spettacolo che fa male a questo sport. Verso metà incontro, trecento dodicenni bergamaschi vengono fatti sfollare dagli steward per aver cantato in coro "Trenta quaranta, la pégora che canta; la canta söl sentér, ciama, ciama 'l pegorér", un testo giudicato eccessivo dagli uomini del Ministero dell'Interno. Ma le luci della ribalta passano dalla agevole vittoria dell'Inter a San Siro fino alla festa natalizia del Milan organizzata al Palaghiaccio milanese dalla "Vergine delle Docce", la moglie di Kakà. "Festa eccellente e calda" la descrive il sito rossonero, Per citare: "Il menu è stato il seguente: Timballino di riso venere con scampi, etc". Alla fine del timballino di riso venere e della coulis di frutti rossi sono arrivati i 15 chili di Big Mac per uno dei giocatori presenti. Dal resoconto ufficiale si apprendono una serie di notizie decisive: 1 - Adriano Galliani "ha applaudito soddisfatto" Laura Pausini, al contrario di quanti pensavano che la giudicasse una merda; 2 - Silvio Berlusconi "ha baciato tutti i giocatori", segnando la formazione del nuovo soggetto politico: la Casa dell'Omosessualità; 3 - erano presenti Ennio Doris e Francesco Zagatti, strappati con un colpo magistrale alla festa del ringraziamento alla Casa Bianca; E infine Adriano Galliani si presentava vestito da tamarro con dei gemelli che raffiguravano una Coppa dei Campioni con il numero 7 rosso sul polsino sinistro e il numero 7 nero sul polsino destro...lo stile Milan...che ci vuoi fare!

attenzione...sta per nascere Pato..saranno cazzi da cacare per tutti!!!
Dove sono finiti? Cosa stanno facendo? E soprattutto: sono ancora in condizioni di nuocere alla salute di noi tifosi interisti? Eccovi una cronaca delle gesta recenti di coloro che, per anni o solo per qualche scorcio di stagione, hanno provveduto a farci alzare dal seggiolino di San Siro
per un’imprecazione o un applauso
Gonzalo SORONDO – Ce lo siamo sorbiti in dosi omeopatiche, ma tanto è bastato per sperare che ce lo levassero dalle palle al più presto. Ennesimo gioiello della scuderia di Paco Casal, il procuratore di Recoba che ci ha rifilato anche Antonio Pacheco, Sorondo è stato strappato alla concorrenza del Real Madrid per ben 18 miliardi di lire, cifra che col senno di poi, se proprio doveva essere spesa, avremmo meglio investito in ripetuti festini con escort d'alto bordo. Gonzalone l'uruguagio arriva nel 2001 con ottime referenze: l'allora tecnico della Celeste Victor Pua lo definisce "un giocatore molto intelligente che può giocare senza problemi sia a sinistra che a destra", addirittura senza l'ausilio dell'orologio sul polso mancino per distinguerlo dall'altro lato; mentre quel cercopiteco di Montero, temendo forse la presenza di baby gang alla Pinetina pronte a menare il connazionale per fottergli scarpe griffate e cellulare, minaccia "Se lo lascerete crescere in pace diventerà il nuovo Montero". Chissà come mai, nonostante le aspettative lo spilungone di Montevideo non ingrana: debutto semi-incoraggiante a San Siro nel 3-0 contro il Verona, con quasi autogol di testa; 12 minuti con ammonizione contro
Cyril DOMORAUD – Beppe Signori lo sta ancora ringraziando. Il 7 novembre
che Lippi volle a tutti i costi per trasformarlo nel Thuram nerazzurro regala ai tifosi una prestazione abominevole: su cross dell'ex Lazio non tiene
Kenneth Andersson, uno che poteva segnare solo di testa, e che infatti segna di testa; lascia spazio sempre a Signori per l'assist del 2-0 ancora ad Andersson e chiude il cerchio con un ulteriore omaggio al mancino rossoblu che fa gol a porta vuota. D'altronde, per ricostruire dalle macerie non c'era niente di meglio di un ragazzo ivoriano che fino a 23 anni giocava a calcio a tempo perso in Serie B francese, mentre studiava medicina a Parigi. Ma cosa vogliamo saperne noi, poveri inetti, che non abbiamo il know-how e l'esperienza di un allenatore titolato e competente come Lippi, che avrebbe rinnegato l'ex Marsiglia dopo sole 6 presenze spedendolo in prestito al Bastia per l'anno successivo. Tornato a Milano, passa ai cugini in cambio di uno stabile in Parco della Vittoria, poi inizia a girare tra Monaco, Espanyol, Konyaspor per finire nel gennaio 2005 ancora al Creteil, il team che lo lanciò quando ancora stava imparando ad usare stetoscopio e sfigmomanometro: oggi come oggi la squadra, in terza divisione francese,
è quarta dopo il 3-0 sul Cannes.
Ivan ZAMORANO – Massimo rispetto per Ivan il Terribile, uno con sotto due palle così. Anche se non era il più prolifico degli attaccanti, "Bam Bam" ci metteva il cuore e la grinta in ogni partita, con tanto di sbaciucchiamento alla maglia dopo il gol, che non guasta mai. Arrivato dal Real Madrid nel
cottura già iniziata, ci ha comunque dato qualche soddisfazione e buoni motivi per applaudirlo: dal gol di apertura in finale di Coppa Uefa
contro
Un uomo di spessore e intelligenza, quindi: peccato che abbia terminato la sua avventura interista in uno squallido 0-0 di Coppa Italia contro il Parma, ritorno del famigerato 6-1 di tardelliana estrazione. Due anni eqaumente ripartiti tra America di Città del Messico e Colo Colo, poi ha intrapreso la carriera di procuratore: la sua prima mossa è stata sdebitarsi subito con l'Inter, segnalando a Moratti un autentico talento scovato tra le Ande. Un investimento sicuro, un attaccante dal rendimento garantito: Mauricio Pinilla, girato al Chievo e poi offerto in giro per l'Europa come pendant de "Le Case di Oliviero".
to' Robbie!!
Tutti i tifosi che vanno allo stadio da persone umane stanno per essere nuovamente vessati. Aspettiamo Porta a Porta per conoscere dal benpensante di turno in quale ingresso dovremo sostenere il PSA prostatico (nominale, s'intende) per l'idiozia di qualche nuova legge inutile.
Ma questa è solo l'Italia.
Per aggiungere un altro piccolo dettaglio in un altro giorno qualsiasi dell'informazione.

Ronaldo come Adriano…nessuno lo dice e allora ci ha pensato la Gazzetta, ma se l'ha fatto è stato come al solito per stoppare voci ancora più gravi. Ronaldo è svogliato, non si presenta alle sedute fisioterapiche, non risponde al cellulare. E' fuori da luglio, praticamente non ha mai giocato in questa stagione, e ora si appresterebbe a rientrare. Le voci sono su una vita di Ronaldo non proprio da atleta, molto simile a quella di Adriano, ma se ne parla di meno. A dimostrazione che spesso i giornalisti non ci dicono tutto quello che sanno, ma solo quello che gli conviene. Il problema è che il Milan ha potere mediatico, usa la propaganda per coprire gli insuccessi calcistici e fatti come quello di Ronaldo. Mi spiace, ma
Dunque, Ronaldo non fa vita da atleta, forse eccede negli stessi vizi notturni di Adriano, oltre a non allenarsi e a non avere disciplina. Vorrebbe andarsene per guadagnare di più, almeno così mi dicono. Ma fino ad oggi, il nulla mediatico. C'è perfino qualche tifoso rossonero che si lamenta e accusa
Tutto questo discorso si interseca con le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, abbastanza irritanti. Non tanto per aver detto che gli interesserebbe Adriano al Milan, cosa legittima nonostante le levate di scudi ogni volta che al Real nominano Kakà, quanto per quel "Adriano vorrebbe lasciare l'Inter? Chi non lo prenderebbe, quindi anche il Milan. Tutto dipende dall'ambiente che ha intorno". Ecco, sulla Gazzetta s'è capito che ambiente troverebbe a Milanello, anzi no. Se Adriano beve e fa tardi la notte è colpa dell'ambiente, se lo fa Ronaldo, è colpa di Ronaldo.


“Ha compiuto ottant’anni da poco, e se li porta benissimo, avendo accentuato soltanto un poco quella sua aria svagata, con cui si difendeva dalle tensione, dai giornalisti assillanti, dalle curiosità della gente, dalle polemiche, nelle quali non si è mai fatto coinvolgere, troppo signore, troppo elegante, troppo svedese, troppo educato, troppo sportivo per scendere in certe volgarità. Il massimo dell’irritazione, quando i torti si accumulavano e diventavano difficile sopportarli, si esprimeva in una battuta ironica. Mai una protesta sopra le righe, mai un’offesa, mai un insulto. È passato in un ambiente di passioni smodate, di attaccabrighe, di irosi, di plebea scurrilità, di ferocia, come Vigilo in un girone dantesco. Un maestro incorruttibile e pietoso, un esemplare educatore di giovani.
Ora invecchia dolcemente, tra i vini delle sue terre e i nipoti.”



