domenica, 31 maggio 2009

Beh, scaldati, è tempo di riprendere a battere i tasti del portatile più amato di via podgora...

L'ultimo post porta la data del 16 maggio (“del gonfalon selvaggio, chi la disse?” - “Ah, non guardi me, io sono ingegnere” - “ai miei tempi gli ingegneri erano anche delle persone colte” dialogo realmente avvenuto tra l'allora Rettore Roversi Monaco e Claudio Biazzi). Da allora, sembra una vita, anche se sono due settimane. Ripercorro in ordine temporale puramente casuale i fatti e gli episodi che avrebbero meritato quantomeno una citazione su questo fantasmagorico blogghe.


Il Pescara agguanta la salvezza senza passare per i fatidici play out, e ora, come direbbe Eliseo Marrone, direttamente dalle locandine politiche, “TORNEREMO IN SERIE A”...


Le Lasagne vincono con due turni d'anticipo il Campionato (seconda promozione consecutiva), staccando la seconda di 7 punti...ma ahimè perdono il derby all'ultima giornata contro il Robbybar...sconfitta che consente alla squadra allenata da Langone, per gli “amici” Falco (per i Lasagnari pezzo di merda, faccia di caz.., sacco di letamente ecc...) di aggiudicarsi il secondo posto in volata con il San Marino.


Il vostro adorato bloggatore dopo l'esordio stagionale, nella sua seconda apparizione sui campi da giuoco (ovviamente a campionato archiviato), trova la sua seconda rete in carriera. Contro la Risacca, il puntero di peso, prima gira plasticamente a rete un cross calibrato di Pinuzzo, rete annullata per fuorigioco inesistente e, pochi secondi dopo, insacca a porta vuota il gol del 2 a 0 su regalo reale sempre di Pinuzzo. Montelli stagione 2008/09 minuti giocati 15 reti 1 (anche se erano 2) manco il meglio Julio Ricardo Cruz...


Dopo 5 anni di onorata carriera da dirigente, il prode Antonio Mari, per gli amici Seas, e non SIS come scrive quell'analfabeta del presidente, festeggia il suo esordio assoluto nelle Lasagne, anche lui contro la Risacca, a campionato archiviato. Per il diligente Dirigente una prestazione in assoluta sicurezza sulla corsia sinistra del campo. Prodigiosi recuperi e intelligenti disimpegni fanno da contraltare ad una giornata capace di far toccare quota 38°al barometro...


Paolino Maldini, il capitano rossonero, si congeda dal suo pubblico, che amabilmente lo prende a pesci in faccia...poi la gente parla di Mourinho che al 99.9% rimane, il Massimo Benefattore abbocca e rinnova il contratto...prima di guardare la pagliuzza nell'occhio, si invitano i gentili tifosi a somatizzare la trave appositamente collocata nell'orifizio anale, giusto Lasignò?!


Il Torino sprofonda in Serie B, e qui sono solo bestemmie...


Il Bologna rimane in serie A, e sotto casa mia sono partiti i caroselli...l'anno prossimo potrò vedere ancora una volta i nerazzurri all'opera a due passi da casa...


Il Fantacalcio chiude i suoi battenti, a risultati non ufficiale, posso tranquillamente festeggiare il mio terzo posto in coabitazione con la formazione Atletico Antò...festeggiamenti che durano il tempo di una creja, visto che negli scontri diretti sono in svantaggio, quindi non andrò a premi...cribio, è tutta colpa dell'allenatore. Edizione entusiasmante che pronuncerà i suoi verdetti solo domani...5 squadre in corsa per il podio, tre per il primo posto e tre a giocarsi la penultima posizione...se Sky avesse dato uno sguardo al nostro torno a quest'ora ci staremmo vendendo i diritti per la prossima stagione.


postato da: montelli alle ore 16:57 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 16 maggio 2009




postato da: montelli alle ore 22:14 | Permalink | commenti (4)
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martedì, 05 maggio 2009

Tutto era pronto per la festa.

L'economicissimo EuroStar Italia mi attendeva fumante sul primo binario alle ore 8.30, destinazione Roma. Ad attendermi ci sarebbero stati gli inquilini di via Po insieme alla special guest Valdoni che custodiva gelosamente nel suo portafoglio il biglietto per la curva Sud dello stadio Olimpico. Manco a dirlo sul mio biglietto ferroviario la tratta pagata era Bologna-Firenze...

Dopo aver impegnato il mio bravo posto prenotato fino al capoluogo toscano, le mie chiappe stanche presero a fare su e giù per i corridoi del treno (e cerchiamo di non fraintendere). Arrivo alla stazione termini alle ore 10.30, taxi capitolino, citofono, ascensore di legno, porta, Callara, Robbiello, Elda e Valdoni. Saluti di rito, e tachicardia d'ordinanza...ore 11.20 i due bimboni nerazzurri ingannano l'attesa con la sapienza di chi la sa veramente breve...arriva la telefonata di Cirello direttamente dall'Olanda per i classici auguri di rito, poi quella della Signora, mi sembra: “state allo stadio?” - “no, stiamo a casa...tra un po' andiamo” - “ che cazzo fate ancora a casa, lo stadio è murato di gente!”. Italia 1, guida al campionato, collegamento dallo stadio Olimpico di Roma...la curva è oggettivamente murata di gente, sale la pressione, scortati dal buon Robbiello su Tyhpoon nero galoppiamo ad una velocità di crociera di 45 km orari sullo scarabeo bandone gentilmente sponsorizzato dal gobbo che in Olanda si apprestava a festeggiare con noi. Poi questa discussione la rifaremo Cirè, è inutile che continui a dire che lo scarabeo tuo andava un bomba, con me e Valdo sopra non si schiovava da 45 km orari!...comunque...

Robbiello ci indica la strada da seguire, poi prosegue per far altro...parcheggiamo la motorella, e ci avviamo verso la curva, senza sapere dove fosse...”scusi la sud?” chiedono i due puponi in coro ad un tizio biancoceleste, che cazzo, siamo gemellati, mica ci vuole menare proprio oggi? “sta de llà”...

Ingresso curva Sud, baretto: ”Due birre!” - “solo analcoliche!” - “ma vaff...”

Sobri come nella peggiore delle ipotesi facciamo il nostro ingresso allo stadio.

Pronti via, neanche il tempo di battere il calcio d'inizio e la giuventus è subito in vantaggio!

“ah valdo che cazzo, hanno battuto il calcio d'inizio sulla linea di porta a Udine?!”

“tranquillo...”

passano pochi minuti e Fernando Couto mette la palla in corner in maniera piuttosto anomala.

Calcio d'angalo (direbbe Dino Dini) svetta Bobone. 1 a 0

Il veneto menagramo che assillava i nostri padiglioni auricolari viene lanciato a 10 metri da un Valdoni in versione Cass Pennant...poi Poborsky, Gresko, Simeone, e quello la fanno il resto.

In fin dei conti a Roma bastava fare una partita dignitosa per portare a casa il risultato, ma l'hombre vertical non era dello stesso avviso, allora dentro Cinelli, Bimbone e Bobone, Coincecao sulla fascia a contrastare inutlmente Stam che arava la sua zona manco fosse una finale di Champions, e poi quel Gresko che non ricordo nemmeno da quale squadra fosse arrivato, ma sopratutto perchè!

E Moratti in tribuna che fumava, la palle mie e di Valdoni che fumavano, e Materazzi che ricordava a Cesar che gli aveva fatto vincere lo scudetto l'anno prima e il brasiliano che lo sfotteva, lo stadio nerazzurro, e lo sguardo basso al triplice fischio...nemmeno la serata a San Lorenzo con precedente bisteccazza dai Butteri ci ha consolato...ma il peggio doveva arrivare, dovevo tornare ancora a Bologna...

valdo-montelli


postato da: montelli alle ore 14:31 | Permalink | commenti (7)
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domenica, 03 maggio 2009

«Erbstein ci faceva ripetere i movimenti fino alla nausea, con il corpo inclinato in avanti. Poi raddoppiò gli allenamenti e oltre a quelli obbligatori introdusse quelli liberi. Così la maggior parte di noi si fermava per perfezionare la tecnica. Poi, sempre al Filadelfia fece costruire un muro lungo dieci metri, così da consentire ai giocatori dal tiro debole di esercitarsi e rinforzarsi. … Già allora sfruttava le fasce laterali, rendeva viva persino l’area del corner, ci faceva applicare una sorta di calcio totale… Una volta alla settimana c’era quella che noi chiamavamo “l’ora che uccide”. Ci teneva negli spogliatoi, faceva i disegni sulla lavagna e ci spiegava come dovevamo muoverci in campo. La sua disciplina era ferrea ma mi ha insegnato a vivere e a stare con gli altri…»


C’era un momento, nelle partite interne, in cui lo storico trombettiere della curva del Filadelfia suonava la carica. A quel punto, Valentino Mazzola si tirava su le maniche della maglia. Quello squillo, e il gesto che seguiva, davano inizio al mitico “quarto d’ora granata”.


...e quanto mi sarebbe piaciuto vivere quelle emozioni.

postato da: montelli alle ore 03:12 | Permalink | commenti (3)
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