sabato, 19 settembre 2009
azz...splinder mi ha cambiato l'interfaccia senza comunicarmi nulla...pcoo male...copio e incollo da

http://freedomforfans.wordpress.com/

C’era una volta la cara vecchia serie C1, sfide avvincenti in campi caldi e affollati, soprattutto durante i tanti derby che caratterizzavano la stagione della terza serie. Poi venne il calcio moderno e la composizione su base geografica dei gironi fu miseramente abbandonata: meno derby ma in compenso meno trasferte vietate.

Potenza-Ravenna, ultima sfida risalente al 1986 e, ovviamente, nessun problema tra le due tifoserie. Nonostante questo, arriva il divieto per la tifoseria ravennate per “carenze strutturali” dello stadio potentino. Stadio che in estate è stato sottoposto a lavori di adeguamento. Ma allora cosa manca al settore ospiti del Viviani? Pare che la “carenza strutturale” sia niente meno che il non funzionamento di una telecamera a circuito chiuso…

Delusi i ravennati, allibiti i potentini per questo ennesimo divieto imposto alle tifoserie ospiti ( la settimana precedente era toccato agli andriesi). Ma questa volta dalle parole si passa ai fatti. Sui siti delle due tifoserie sono tanti i supporters potentini che invitano i ravennati a seguire comunque la propria squadra, i giallorossi raccolgono l’invito e in 18 raggiungono il capoluogo lucano.

Questo il racconto di un ultras ravennate:

Ciao appena tornato da Potenza. I Lucani sono stati spettacolari nei nostri confronti davvero una cosa mai vista, al nostro arrivo ci hanno accolti con teglie di pizza innaffiate da abbondanti birre. Tutti ci salutavano tutti si presentavano e tutti facevano a gara per far gli onori di casa. L’ingresso è stato abbastanza tosto: fino al “tornello” nessun problema ma poi lì siamo stati intercettati dai dirigenti della questura… dove avete preso i biglietti, chi ve li ha venduti, non potete entrare, adesso mettetevi lì contro la recinzione che vediamo come fare… morale 30 min in riga stile auschwitz davanti all’ingresso con i potentini (anche vecchi dei distinti!) che insultavano i blù… secondo la polizia la trasferta era vietata e non era solamente chiuso il settore ospiti… in realtà non era assolutamente così! i potentini dopo aver minacciato il presidente di lasciare la loro curva vuota qualora non ci avessero lasciati entrare, han sbloccato la situazione in stallo… hanno accompagnato IL LORO PRESIDENTE al nostro cancello che è riuscito a mediare con i poliziotti. Al nostro ingresso è successa una cosa incredibile mai vista e penso mai successa nella storia: tutti gli spalti (tribuna, curva, distinti) si son alzati in piedi come entrasse il papa e ci hanno applaudito. Durante la gara nessun problema anzi più di una volta abbiamo scambiato chiacchiere con gente normalissima dei distinti che erano da noi incuriositi. All’uscita ci hanno offerto addirittura interi polli arrosto ed altri ettolitri di birra. Del risultato onestamente non me ne frega un cazzo mi interessa solo che 2 tifoserie mai viste e mai conosciute, in barba alle assurde decisioni arbitrarie basate su altrettanto assurde leggi, abbiano dato lezioni di civiltà a tutti quanti….

Una bellissima lezione di civiltà! La passione unisce ciò che la burocrazia divide!
postato da: montelli alle ore 13:46 | Permalink | commenti (4)
categoria:
giovedì, 10 settembre 2009

Come spesso capita, entro leggiadro come un rinoceronte, nella Feltrinelli in piazza di porta Ravegnana, ovvero sotto le due torri, dove naturalmente “perdo” la classica scommessa con me stesso: “dai che oggi riesco ad uscire senza prendere nulla”. Puntualmente esco con un paio di libri, questa è stata la volta di “Il maledetto United” di Peace David e “L' angelo dalla faccia sporca. Goal e guai di Valentín Angelillo” di Salvatori Dario. Ma il punto non è questo, mentre scorrevo il reparto di “letteratura sportiva" il mio sguardo cade dove campeggiava in primo piano, tra i più venduti, inserito nella miriade di volumi che celebrano il centenario del Bologna che ricorre in questo periodo, la bella faccia di Nicola Legrottaglie, AUTORE del capolavoro “Ho fatto una promessa, perchè la fede ha cambiato la mia vita”; come spiega lo stesso nel prologo nel suo autentico Best Sellers, OLTRE 50.000 COPIE VENDUTE, alla domanda «Chi sei?», risponde senza indugio: «Sono fratello Nicola, ho incontrato Gesù, leggo la Bibbia. Come calciatore, ha raggiunto l’apice della carriera nel 2003, quando è stato acquistato dalla società bianconera. Al trionfo in campo si è subito accompagnato il successo mondano, condito da larga fama, belle donne e tanti soldi. Tanto da diventare presto il “fighettino” con le mèches bionde e la fama di tiratardi. Fino a quando un incontro mi ha cambiato la vita: quello con Gesù, che mi ha fatto riscoprire la gioia di credere, di pregare e di vivere rispettando i comandamenti. La mia conversione diventa materia di gossip su tutti i giornali. Ma non mi curo delle voci e delle maldicenze, poiché devo mantenere una promessa fatta da bambino: avevo detto a Dio che, se mi avesse fatto arrivare in serie A, gli avrei reso testimonianza. È quello che ho deciso di fare raccontando in questo libro tutta la mai storia”.

questo è per voi, uomini senza fede.


postato da: montelli alle ore 13:09 | Permalink | commenti (16)
categoria:
venerdì, 04 settembre 2009


Caro Cipe,
non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile.
Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me.
Per i tuoi occhi che sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all’ironia con cui cercavo di superare insieme a te momenti difficili.
Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce - e con l’espressione di chi ti vuole bene - dell’Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti, possibilità umane.
Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace.
Fantastico. Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell’Inter, con Herrera che ti chiamò Cipelletti, sbagliandosi, e da allora, tutti noi ti chiamiamo Cipe. Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare.
Grazie ancora di aver onorato l’Inter, e con lei tutti noi.

 

Massimo Moratti
postato da: montelli alle ore 09:18 | Permalink | commenti
categoria:

Visitor Map
Create your own visitor map!