giovedì, 26 novembre 2009

Noi Beppe loro Franco. Che Franco avesse più classe non si può negare, ma come diceva il “poeta” un giocatore non si vede solo dalla classe ma “dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia”. E dalla generosità, che a Beppe non è mai mancata. D'accordo, Franco era più bravo, più elegante nei movimenti, persino più bello, ammesso che questo conti qualcosa. Ma il calcio è fatto di tanti di ruoli, e comandare una difesa a zona non è in sè più onorevole o più utile che fare legna a centrocampo, correre, spezzare il gioco e far ripartire l'azione, uno sporco lavoro “che qualcuno dovrà pur fare”. E Beppe lo faceva, altrochè se lo faceva. E se è vero che Franco nella sua carriera ha toccato vertici che il fratello neanche immaginava, è altrettanto vero che si è distinto anche per episodi poco edificanti; il braccio perennemente alzato che induceva, spesso con successo, gli arbitri a fischiare fuorigioco che ci fosse o meno; falli, a volte cattivi, sopratutto con l'avanzare dell'età; per non parlare poi del famoso rigore realizzato contro l'Atalanta (non lo conoscete? Se volete ve ne posso parlare...).

Ma è una volta che i due hanno concluso la loro carriera da calciatori che Beppe si è preso la sua personalissima rivincita con il fratello. Entrato nei ranghi dell'Inter ha servito la causa nerazzurra nel suo stile, cioè in silenzio e con dedizione. Fino al suo ruolo più recente, quello di allenatore in seconda della prima squadra, grazie anche al tecnico portoghese che gli ha lasciato spazio in diverse occasioni. Beppe svolge il suo compito con estrema diligenza e professionalità. I capelli oramai sono brizzolati e gli occhiali contribuiscono a conferirgli autorità, rendendolo anche più bello ed elegante di quando calcava i campi di gioco.

Pure Franco, dopo aver appeso le scarpette al fatidico chiodo, è rimasto nella sua società. Prima come dirigente, poi come allenatore di formazioni giovanili, poi di nuovo come dirigente, me sempre ai margini del giro che conta. Fa un po' impressione vedere la differenza fra l'immensa fama da giocatore e la modestia delle sue attuali mansioni. Nel frattempo anche qualche guaio con la giustizia: nel 2004 il coinvolgimento per in un inchiesta su usura e riciclaggio, nel 2005 una condanna per truffa sulla vendita di quadri. E, ora che ha perso anche i capelli, sembra anche più vecchio del suo fratello maggiore.

postato da: montelli alle ore 10:09 | Permalink | commenti
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martedì, 24 novembre 2009
Barcellona - Inter.
Cosa succederà?
Giocherà Messi?
Ibra farà la sua solita gara incolore?
Eto'o riuscirà a segnare in Champions, oppure tutti arrivano all'Inter e smettono di fare gol nelle competizioni europee?
Lo Specialone manderà in campo una squadra con un minimo di gioco?
Finirà ZERO A ZERO (vappò)?
Ciarrocca verrà inquadrato dalle 10mila telecamere di Sky?
Se dovesse vincere la Beneamata sverrò?
Due birre per tempo basteranno?
Come titoleranno le prime pagine dei quotidiani sportivi domani?
Troppe domande, e ne avrei ancora tante...giusto per scrivere un post sul quale discutere domani, comunque vada, io sarò sempre qui.

Intanto nel pomeriggio ho optato per farmi fottere un pò da Feltrinelli...giusto per non perdere l'abitudine.
CIMG1237

postato da: montelli alle ore 17:33 | Permalink | commenti (7)
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giovedì, 19 novembre 2009

Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sviene.

Da secoli, lustri, anni, mesi, giorni, non faccio altro che parlare male dei cuginetti sfortunelli che calcisticamente gli Dei del calcio mi hanno messo accanto. Da sempre, la parola Milan quando esce dalla mia bocca viene associata a qualcosa che potrebbe avere a che vedere con qualcosa di simile allo sterco di vacca...ma non è andata così l'ultima volta.


I fatti.


Matrimonio del secolo, località Albereta, Erbusco, Brescia, Lombardia, Padania, Italia, Europa, Mondo.


I cuginetti Lasignora, Valdoni, Montelli decidonodi prendersi un minuto “di svago” impegnandosi in discussioni amorevoli senza sfottò. Ordine del giorno: il bel gioco del Milan. I prodi nerazzurri mossi dalla sobrietà del contesto decidono di non infierire sulla carcassa rossonera e spinti da un sentimento di benevolenza totale, muovono verso il concetto: “alla fine sto Leonardo per forza di cose ha tirato fuori un modulo che, di necessità virtù, è riuscito a tirar fuori il meglio anche da degli ex giocatori che vestono quei pessimi colori”. Concetto che riformulato senza giri di parole suona grosso modo così: “alla fine il Milan non gioca male”.


Il dramma


Valdo si allontana, lasciando il solo Montelli a tessere le ledi dei cuginastri, quando, improvvisamente, qualcosa accade. Le orecchie di porco di ovattano, forti svarioni, giramenti di testa, gambe molli, soolo il tempo di interrompere Lasignora: “oh, sto a svenì” BUDUBUUUM

MONTELLI IMPLODE SUL POSTO.

Inizialmente si pensa ad una simulazione da parte del puntero blauaranca, invece il moviolone in campo conferma tutto. FALLO DA ULTIMO UOMO E RIGORE NETTO.


Ringraziamo il ginocchio della Signora per essersi immolato onde evitare il peggio.

postato da: montelli alle ore 11:51 | Permalink | commenti (4)
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domenica, 08 novembre 2009
postato da: montelli alle ore 13:42 | Permalink | commenti
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giovedì, 05 novembre 2009

Non per dire...ma se l'Inter in dieci uomini pareggia in Russia contro il Rubin Kazan, quella russa è una è una squadra triste, che qualunque squadretta italiana, tipo il milan, avrebbe preso a pallate...invece quando vince al Camp Nou, e pareggia in casa rischiando di vincere nuovamente, contro il Barcellona, i campioni d'Europa, quasi del Mondo, con i palloni d'oro che pascolano, allora nessuno dice nulla...

La realtà è che se vogliamo parlare di calcio fatto con le figurine, quello a cui sono abituati i milanisti da qualche tempo, e che adesso ci vogliono far passare per necessità dato che si deve risanare un calcio dove i milioni vengono sperperati (che m'attocc a sentì, i discorsi etici dai seguaci del diavolo e di Silvio), allora diciamo pure che il Milan ha mille milioni di palloni d'oro in rosa e andare a vincere al Santiago Bernabeu, contro una squadra assemblata allo stesso modo è l'impresa del secolo, mentre solo perchè uno si chiama Rubin Kazan è destinato a fare da spare in partner per le formazioni più blasonate...

Il bello del calcio anzi, del pallone, è che la palla è tonda, e se la giochi ti puoi chiamare come ti pare, Barcellona, Real, Inter, Apoel Nicosia, Artmedia, Rapid Vienna, Lasagne FC, se la giochi non ci sono cazzi che tengono.

Mancano ancora due partite, quindi, con calma che nel girone più combattuto, quello dove ci sono 4 Campioni Nazionali, mica le mezze calzette, è ancora tutto da decidere...
Comunque Sneijder è troppo basso.

postato da: montelli alle ore 09:20 | Permalink | commenti (15)
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